In Svizzera il tempo del raccolto della cannabis sta finendo e un’azienda sta per distribuirne i frutti, in oltre un migliaio di negozi del Paese. Altri ne venderà in Francia e presto, spera il proprietario, in gran parte d’ Europa.

Dietro l’operazione c’è l’ex banchiere Jonas Duclos. La sua azienda produce e vende BlueDream, un estratto della canapa coltivato in modo da assicurare che il livello di tetraidrocannabirolo (THC), il principale ingrediente psicoattivo presente nella cannabis, sia in percentuale abbastanza bassa (lo 0,2%) da essere legale in gran parte d’Europa.

BlueDream pur avendo quindi poco THC ha un alto tasso di cannabirolo (CBD), che non è psicoattivo ma ha qualità medicinali ed in Europa non è illegale. Sebbene l’erba di Duclos sia legale in gran parte d’ Europa a causa di quella che lui definisce una «scappatoia nella legge», permane ancora l’ eccezione della Gran Bretagna dove il THC è completamente vietato anche in quantità minime.

L’imprenditore pensa di estendere la vendita di BlueDream in altri paesi, con l’Italia tra i principali obiettivi. Dovrà però far sì che il suo prodotto non sia classificato come medicinale, In tal caso, incorrerebbe di incorrere in ostacoli derivanti da misure come quella attuate dalle diverse autorità per la regolamentazione dei farmaci.

Duclos ritiene che la lentezza di espansione del suo prodotto nei mercati europei sia dovuta all’incertezza legale riguardo alla cannabis e auspica una legalizzazione chiara di una vendita controllata e regolamentata.

Vari paesi europei hanno ammorbidito le loro leggi sulla cannabis: tra essi Paesi Bassi e Spagna (in cui la cannabis è legale anche a uso ricreativo), Portogallo e Germania, mentre negli Stati Uniti ultimamente è stata legalizzata anche a scopo ricreativo in otto stati.

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