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Giovedì 6 settembre si celebrerà il 74° anniversario della Liberazione di Prato: in occasione della ricorrenza, e nei giorni che la precedono, sono previste varie iniziative in omaggio e in memoria delle gesta e delle battaglie dei Partigiani e della Resistenza. Le iniziative, organizzate dal comune di Prato insieme alla Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza e alle sezioni Aned e Anpi di Prato, sono state presentate stamani in Palazzo comunale dall’assessore alla Cultura Simone Mangani, dalla presidente della Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza Aurora Castellani e dall’ex partigiano e rappresentante Anpi di Prato Fiorello Fabbri.

Nella sala Ovale di palazzo Buonamici si è aperta la mostra fotografica e documentale “Bella Ciao ieri e oggi – la lotta delle donne per la libertà e i diritti”, curata dalla sezione Anpi provinciale. L’esposizione resterà aperta fino al 9 settembre, e omaggerà in particolare la figura di Liliana Rossi, giovane colta ed emancipata, credente ma comunista militante, che visse ad Ascoli Satriano (Foggia) impegnandosi nel miglioramento delle condizioni di vita delle sue concittadine meno fortunate, e che scomparve nel 1956 a soli 23 anni.

Martedì 4 settembre, alle 21 in piazza 29 Martiri a Figline, sarà proiettato il film-documentario “Paesaggi della Memoria. Resistenze e luoghi dell’antifascismo e della liberazione in Italia”, allegato all’omonimo libro di Paolo Pezzino, storico dell’Università di Pisa nominato lo scorso giugno presidente dell’Istituto Storico Nazionale “Ferruccio Parri”, il più importante centro sui temi della deportazione e della resistenza in Italia. Oltre all’autore, saranno presenti la presidente della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza Aurora Castellani e l’assessore alla Cultura Simone Mangani. L’iniziativa, a cura della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza e della sezione Aned di Prato, in caso di maltempo si svolgerà nella sala conferenze del Museo della Deportazione.
«In Italia non mancano i luoghi, i musei e gli enti locali legati alla Resistenza ed alla sua memoria, mentre purtroppo su questo tema non è mai stato istituito un museo unico a livello nazionale – afferma Aurora Castellani. – Siamo orgogliosi di poter dire che lo scorso anno ‘Paesaggi della Memoria’ è diventata un’associazione, una rete che riunisce queste testimonianze diffuse sul territorio nazionale, e che come riconoscimento per il nostro lavoro la Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza è diventata ente collegato dell’Istituto Storico Nazionale “Ferruccio Parri” e membro del suo consiglio direttivo, il che per noi è un grandissimo riconoscimento».

Mercoledì 5 settembre, alle 21,15 nella sala ovale di palazzo Buonamici, sarà presentato il libro “Nè fascista, nè soldato” – Fiorello Fabbri un partigiano per la libertà, di Giusy Caminiti. Oltre all’autrice ed allo stesso Fiorello Fabbri, uno degli ultimi testimoni della Liberazione di Prato, sarà presente il sindaco Matteo Biffoni; il libro verrà presentato da Adriana Dadà dell’Università di Firenze e da Angela Riviello, presidente della sezione provinciale Anpi che cura l’evento.
«Ringrazio il Comune, che fa bene a mantenere alta l’attenzione su questo tema – interviene Fiorello Fabbri – Questo libro racconta di come ho vissuto a 15 anni la Resistenza: ho sentito l’esigenza di mettere per iscritto le mie memorie perchè stiamo assistendo ad un pericoloso riaffiorarare dell’ideologia fascista; visitando le scuole su invito dei professori mi sono reso conto di quanto poco i ragazzi di oggi conoscano la nostra storia e di quanto sia ancora necessario diffondere i valori dell’antifascismo».

Infine, giovedì 6 settembre sarà la volta della Marcia della Pace: la partenza è prevista da via 7 Marzo alle 21, con arrivo in piazza dei Partigiani a Figline, dove interverranno il sindaco Matteo Biffoni e la presidente provinciale Anpi Angela Riviello.

«La Liberazione è senza dubbio la ricorrenza civile più importante per la nostra città, e lo resterà anche nei decenni a venire – commenta l’assessore alla Cultura Simone Mangani. – Subiamo ancora l’eco di quanto accaduto nella seconda guerra mondiale, e dobbiamo essere eternamente grati a chi rischiò e perse la propria vita per la nostra libertà; al giorno d’oggi, è quasi impossibile immaginare che a 15 anni un ragazzo – come fece Fiorello – lasci il proprio nido per prendere parte, con lucidità o incoscienza, alla battaglia per la Liberazione: questo deve farci capire quanto fosse profondamente diverso e tragico il contesto storico dell’epoca, e quanto sia stata rivoluzionaria la scelta dei Resistenti».