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Scontri tra le milizie di opposte fazioni, in Libia, e situazione ancora più drammatica per i migranti detenuti nel Paese africano. I disordini vanno avanti da più di una settimana. Lo Iom, organizzazione internazionale delle migrazioni dell’Onu, e altre organizzazioni, governative e no, sono intervenute per cercare di alleviare la situazione dei migranti.

Le autorità libiche e maliane sono riuscite a organizzare l’espatrio di 118 uomini, 22 donne e 16 minori più due neonati, riforniti con alcuni beni di prima necessità.

In accordo con il consolato somalo e il Consiglio danese per i rifugiati, lo Iom ha assicurato il ritorno in patria di 90 somali sottoposti a violenze, che sono stati supportati da un programma di assistenza per il ritorno volontario.
Per chi non desidera tornare in patria, si stanno studiando soluzioni con l’Unhcr. I migranti sono internati nei centri di Salaheddin e Ain Zara. L’Unhcr ha distribuito cibo, biancheria da letto e materassi nel centro di detenzione di Abu Slim, dove attualmente alloggiano 400 migranti più altri 300 evacuati da altri centri a rischio.

Gli operatori di Medici Senza Frontiere distribuiscono cibo e biancheria nei centri di detenzione, oltre a fornire, naturalmente, supporto medico.

Lo Iom ha aiutato anche molte famiglie libiche sfollate in una scuola di Tripoli, rifornendole con materassi, lenzuola e kit di pulizia.

In questo modo lo Iom, in coordinazione con le autorità libiche e altre organizzazioni, continua a essere presente in Libia monitorando la situazione sia per quando riguarda i migranti sia la popolazione locale. Seguire l’operato delle istituzioni internazionali, sia governative che no, può aiutare sicuramente ad avere un quadro fattuale di quel che succede nel complesso quadro dei flussi migratori, così come a sfatare molte idee poco ortodosse che possono prendere piede sulle modalità di respingimento dei migranti.
Per assicurare il loro ritorno a casa, oppure una loro ricollocazione, esistono protocolli ben precisi che nascono da convenzioni internazionali. E il recente populismo di tipo nazionalista, nella sua propaganda, omette completamente di menzionare questo fondamentale ambito giuridico veicolando la grossolana convinzione che uno Stato sia sovrano in senso assoluto, e non soggetto non solo al suo stesso diritto interno, ma nemmeno agli accordi stipulati con altre nazioni.