70 posti di lavoro a rischio a Prato. Protesta all’interporto

Protesta questa mattina all’interporto di Prato, di fronte ai magazzini della Fercam, su iniziativa della Filt Cgil che parla di «70 posti di lavoro a rischio». «Non c’è solo il coronavirus, e tutto quel ne consegue di timori per gli effetti su economia e occupazione. Il rischio è che circa 70 persone si trovino senza lavoro – rilevano dal sindacato – Per questo, pur in piena emergenza sanitaria, abbiamo manifestato di fronte a Fercam».

Parole affidate a Gabrio Guidotti, segretario Filt Toscana, il sindacato dei trasporti della Cgil, che ha così descritto la preoccupazione dei lavoratori in appalto, che svolgono servizi per il colosso della logistica.

Secondo la Filt-Cgil, è una situazione che si trascina da un mese, da quando Fercam ha disdetto l’appalto senza, dopo 30 giorni come da normativa, aver dato delucidazioni sul suo rinnovo, nonostante la sollecitazione della Filt, avvenuta giusto lunedì. «In questo modo – spiega Guidotti – Fercam non offre alcuna garanzia».

È la ragione per cui la Filt Cgil non soltanto stamani ha protestato all’Interporto di Prato, davanti ai magazzini Fercam, ma si è rivolta alle istituzioni – al presidente della Regione, al presidente della Provincia di Prato e al sindaco di Prato – con la richiesta esplicita di «intervenire su Fercam che, in questo momento difficile per il nostro Paese, compromette le condizioni d’esistenza di una settantina di lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie».