Molti eventi famosi sono accaduti il 16 marzo

Busto di Tiberio, secondo imperatore romano

  • Nel 37 muore Tiberio Giulio Cesare Augusto, il secondo imperatore romano. Nato nel 41 avanti Cristo come Tiberio Claudio Nerone in quanto membro della gens Claudia, nel 4 fu adottato da Ottaviano Augusto e così il suo nome mutò in Tiberio Giulio Cesare, a cui si aggiunse Augusto quando alla morte di Ottaviano egli gli successe in qualità di princeps dell’impero. Distintosi in gioventù per il suo talento militare conducendo brillantemente numerose campagne lungo i confini settentrionali dell’Impero e in Illirico, una volta che salì al trono confermò la politica augustea di cessazione delle avventure espansionistiche e dal punto di vista militare si concentrò sul rafforzare il controllo e la difesa dei confini grazie anche all’aiuto del nipote Germanico Giulio Cesare. In politica interna fu accorto e moderato, mostrando specialmente nei primi anni una volontà di collaborazione con il senato al quale restituì vari poteri minori, volendo rafforzare la “finzione repubblicana” che ancora perdurava, in cui il princeps non era formalmente considerato un sovrano, ma solo il primo servitore dello stato e della repubblica. Ammorbidì alcune norme sociali augustee come la legge sul celibato, ma si mostrò inflessibile verso altre questioni sociali, come testimonia il suo atteggiamento verso alcuni culti orientali, quali quelli caldeo e giudaico. Economicamente fu estremamente accorto, tanto da lasciare un notevole avanzo nel bilancio statale alla sua morte. Considerato in modo negativo dagli storici antichi come Tacito e Svetonio, è stato tuttavia in gran parte rivalutato come un governante abile e prudente dalla storiografia moderna.

Celebre foto di Aldo Moro sequestrato dalle Brigate Rosse
  • Nel 1978 avviene il rapimento di Aldo Moro, presidente del consiglio della Repubblica italiana, da parte della organizzazione terroristica delle Brigate Rosse, rapimento che terminerà 55 giorni dopo con la morte di Moro. Aldo Moro, uno dei più celebri politici italiani e tra i fondatori della Democrazia Cristiana che rappresentò fra l’altro all’assemblea costituente, è noto per essersi fatto promotore negli ultimi anni in cui fu presidente del consiglio dei ministri, tra il 1974 e il 1976, di una strategia detta “dell’attenzione” verso il partito comunista, nei confronti del quale mostrò una volontà conciliatoria e aperta. Questo processo di riavvicinamento tra i due principali partiti italiani negli anni 70 noto come “compromesso storico”, fu tuttavia interrotto proprio dal rapimento nel 1978 di Moro dalla organizzazione terroristica extra parlamentare di estrema sinistra delle Brigate Rosse, rapimento che terminò con la morte dello stesso Moro, ucciso il 9 maggio successivo. Il corpo di Aldo Moro fu ritrovato giorno stesso a Roma in via Caetani, emblematicamente vicina sia a piazza del Gesù (dov’era la sede nazionale della Democrazia Cristiana), sia a via delle Botteghe Oscure (dove era la sede nazionale del Partito Comunista Italiano). Papa Paolo VI il successivo 13 maggio officiò una solenne commemorazione funebre pubblica per la scomparsa di Aldo Moro, a cui parteciparono numerose personalità della politica italiane e che venne trasmessa in televisione. Questa cerimonia venne celebrata senza il corpo di Moro per esplicito volere della famiglia, la quale non vi partecipò, ritenendo che lo stato italiano poco o nulla avesse fatto per salvare la vita di Aldo, rifiutando il funerale di Stato e scegliendo di svolgere le esequie in forma privata presso la chiesa di San Tommaso di Torrita Tiberina.

Leonardo Panerati