Molti eventi famosi sono successi il 23 marzo

Pulsante Ok su un controllo remoto
  • Nel 1839 il Morning Post di Boston pubblica per la prima volta la locuzione OK, abbreviazione volutamente errata di “Oll Korrect”(Tutto corretto). Nella edizione di Sabato del Morning Post, l’editore Charles Gordon Greene tentò di prendere in giro il Providence Journal inserendo l’abbreviazione O.K al termine di un paragrafo. Stante come abbreviazione volutamente errata di Oll Korrect, sembra che allora per il Providence questa contasse come una umoristica frecciatina. Non era inusuale all’epoca per le elite istruite tentare di fare umorismo e prendersi in giro usando parole volutamente scritte in modo scorretto e abbreviarle a mò di gergo. Alcuni giorni dopo la prima pubblicazione, la locuzione O.K riapparve nel Morning Post e in seguito su altri quotidiani in tutto il paese. Fu nelle elezioni presidenziali del 1940 tuttavia che OK divenne parte del lessico comune. Quando William Henry Harrison si scontrò con Martin Van Buren per la presidenza, i soprannomi di entrambi i candidati divennero popolari. Uno dei soprannomi di Van Buren era “Old Kinderhook”, in quanto egli proveniva da Kinderhook, New York. I suoi sostenitori iniziarono a formare degli “OK Club” e così la locuzione OK divenne molto conosciuta e assunse un doppio significato: Old Kinderhook e All Correct(Ttutto corretto). Van Buren perse le elezioni e Old Kinderhook fu dimenticato, ma All Correct abbreviato in OK rimase nel vocabolario comune. La gente dimenticò col tempo l’origine della locuzione, almeno fino agli anni 60 del 900′, quando un linguista ne fece risalire le origini a Boston.

Logo della SDI
  • Nel 1983 il presidente americano Ronald Reagan annuncia pubblicamnte la proposta di uno “Scudo Spaziale”, soprannominato dalla stampa “Star Wars“(Guerre Stellari). Ufficialmente noto come Strategic Defense Initiative (SDI), (in italiano: Iniziativa di difesa strategica), lo Scudo Spaziale proposto da Reagan avrebbe dovuto utilizzare sistemi d’arma con base al suolo e nello spazio per proteggere gli Stati Uniti da attacchi di missili balistici con testate nucleari. L’iniziativa si focalizzava sulla difesa strategica piuttosto che sulla dottrina strategica previamente accettata della Mutual Assured Destruction (MAD), la quale invece si basava sulla idea di un equilibrio assicurato dalla deterrenza che le armi nucleari in mano a entrambe le potenze avrebbero assicurato, in quanto il loro uso da parte di una delle due avrebbe causato una immediata risposta garantendo così la mutua distruzione. Anche se la SDI non è mai stata sviluppata né dispiegata se non in una minima parte (fatta di prototipi o semplici dimostratori tecnologici), la ricerca, costata 44 miliardi di dollari, e le tecnologie dello SDI hanno spianato la strada ad alcuni dei sistemi di ABM(anti-missile balistico) oggi esistenti.

Leonardo Panerati