Molti eventi famosi sono successi il 24 marzo

Ritratto di Tokugawa Ieyasu
  • Nel 1603 Tokugawa Ieyasu all’età di 60 anni viene nominato Shogun dall’imperatore del Giappone Go-Yozei, inaugurando così il terzo shogunato dopo quello dei Minamoto e quello degli Ashikaga, avviando il periodo Edo(dal nome della nuova capitale, non più Kyoto ma Edo, l’odierna Tokyo) della storia del Giappone il quale terminerà nel 1867 con la restaurazione Meiji. Quello di shogun era un titolo ereditario conferito ai dittatori dell’aristocrazia militare che governarono il Giappone tra il 1192 ed il 1868. Il titolo, equivalente al grado di generale, era riservato alla carica più alta delle forze armate del paese, ed è un’abbreviazione di sei-i taishogun (lett. “grande generale dell’esercito che sottomette i barbari”). Nonostante ogni shogun dovesse essere nominato tale dall’imperatore, la nomina era un atto puramente formale, in quanto l’imperatore durante il periodo dei vari shogun, ossia dal 1192 sino al 1868, rimase una figura principalmente simbolica, spirituale e cerimoniale, svuotata di effettivo potere. Durante i due secoli e mezzo dello shogunato Tokugawa, detto anche periodo Edo, il Giappone fu isolato quasi completamente dal mondo esterno, questo è infatti chiamato anche il periodo del sakoku(lett. paese chiuso) e l’unico contatto del paese con il mondo esterno e con l’Occidente fu mantenuto tramite la colonia commerciale olandese di Deshima. Nonostante un simile isolamento, il paese, in questi due secoli e mezzo di pace, attraversò una crescita economica e sociale senza precedenti. L’aristocrazia samuraica, senza più guerre da combattere, mantenne comunque il potere politico e si tramutò di malavoglia in una classe di burocrati, mentre la borghesia lentamente crebbe nelle sempre più grandi città. I collegamenti tra le varie parti del paese furono consolidati tramite progetti di strade pubbliche e i viaggi all’interno del paese nonostante le restrizioni del governo si moltiplicarono. L’alfabetizzazione aumentò sempre di più, tanto che alla fine di questo periodo, il Giappone era tra i paesi con la popolazione più alfabetizzata al mondo.

Jules Verne, ritratto dall’amico e fotografo Nadar
  • Nel 1905 muore ad Amiens lo scrittore Jules Verne, tra i padri della fantascienza moderna. Nato nel 1828 a Nantes, si laureò in giurisprudenza, ma abbandonò la carriera giuridica nel 1850 per dedicarsi alla letteratura. Inizialmente si dedicò alla scrittura di opere teatrali, utilizzando anche la sua amicizia con la famiglia Dumas per vedere le sue opere rappresentate, ma nel 1862 cambiò genere e si dedicò da allora a ciò che lo avrebbe reso celebre, i racconti di avventura. Tra le sue innumerevoli opere, note in tutto il mondo, vi sono romanzi come Viaggio al centro della Terra, Dalla Terra alla Luna, L’isola misteriosa, Ventimila leghe sotto i mari e Il giro del mondo in ottanta giorni. Alcuni dei suoi racconti sono poi divenuti anche film di successo. Con i suoi racconti ambientati nell’aria, nello spazio, nel sottosuolo e nel fondo dei mari, ispirò scienziati e applicazioni tecnologiche delle epoche successive. Le opere di Verne mescolano un’audace avventura romantica con una tecnologia molto aggiornata o futuribile, cioè estrapolata nel futuro secondo logica. Nonostante la loro popolarità, le opere di Verne vennero considerate per molto tempo semplice letteratura per ragazzi: dovettero trascorrere molti anni dalla morte dello scrittore prima che la critica nazionale lo ammettesse a pieno titolo tra i grandi della letteratura francese ed è stato soprattutto a partire dagli anni ottanta del Novecento che la critica anglosassone lo ha ampiamente studiato, ritradotto e riconosciuto come uno dei padri della fantascienza.

Leonardo Panerati