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L’agricoltura sociale, coniugando i processi di produzione agricola con lo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e di inserimento socio-lavorativo, consente di soddisfare i bisogni della collettività, con ricadute positive non solo per coloro che vivono nelle aree rurali interessate dagli interventi ma per tutti i possibili fruitori dei servizi prestati. La proposta di legge in merito alle disposizioni in materia di agricoltura sociale è stata licenziata a maggioranza con il parere favorevole del Partito democratico e l’astensione di Lega e Fratelli d’Italia, in commissione Sviluppo economico, presieduta da Ilaria Bugetti (Pd). Questo tipo di agricoltura rappresenta anche un’occasione importante per lo sviluppo dell’agricoltura verso strategie multifunzionali e di diversificazione dell’attività agricola.

Con questo atto si istituisce l’elenco regionale degli operatori di agricoltura sociale denominati “fattorie sociali” e si prevedono le procedure e gli adempimenti per lo svolgimento delle attività di agricoltura sociale con l’obiettivo di favorire il riconoscimento degli operatori di agricoltura sociale e promuovere l’integrazione delle attività sociali sul territorio, nel rispetto dei principi stabiliti dalle “Disposizioni in materia di agricoltura sociale” (legge 18 agosto 2015, n. 141). Tra i destinatari dell’inserimento socio lavorativo, oltre ai lavoratori con disabilità, i soggetti svantaggiati e i minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale, si inseriscono anche i rifugiati e gli immigrati. 

La proposta di legge, in coerenza con la normativa regionale in materia di governo del territorio, individua i locali utilizzabili per l’esercizio delle attività di agricoltura sociale e per facilitare l’identificazione delle fattorie sociali viene previsto un apposito contrassegno regionale. 

Inoltre, poiché le attività di agricoltura sociale sono intrinsecamente interdisciplinari e presuppongono la collaborazione tra più ambiti, viene istituita una cabina di regia tecnica, come luogo di confronto anche con il mondo universitario, per il monitoraggio e l’elaborazione delle informazioni sulla presenza e sullo sviluppo delle attività di agricoltura sociale sul territorio regionale, che opererà in collaborazione con l’Osservatorio nazionale per l’agricoltura sociale, anche al fine di facilitare la diffusione delle buone pratiche. 

Infine, affinché la norma sia completamente operatività è necessario un regolamento che dettagli dal punto di vista tecnico in particolare i requisiti e le modalità per lo svolgimento delle attività, le competenze professionali e formative, le modalità di iscrizione e cancellazione dall’elenco degli operatori agrituristici.

L’atto sarà all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio regionale.