All’Asl di Prato arriva un dirigente e la Cgil attacca

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Asl di Prato sotto attacco da parte della Cgil. “Un’ulteriore spesa di 75000 euro annuali per un incarico dirigenziale che, ex novo, graverà sul bilancio aziendale non aiuta la soluzione dei problemi sanitari pratesi”, attacca Sandro Malucchi della FP CGIL Sanità. “Con la stessa cifra si poteva accompagnare un percorso di crescita di almeno un paio di professionisti “livellati” pratesi che già conoscono il sistema e la città invece che assumerne uno nuovo, evidentemente inesperto”.
È la delibera 502 del 2015 sul banco degli imputati per il sindacato poiché con quella l’ASL 4 assume – si legge in una nota – un altro dirigente con responsabilità di svolgimento di funzioni in materia di sicurezza del nuovo Ospedale e della zona Distretto e di attività contrattuale di fornitura e servizi.
“La scelta effettuata dall’ASL ci appare uno schiaffo tirato agli operatori sanitari che intravedono nel riassemblamento delle ASL una prospettiva piena di incognite e di preoccupazioni a cui si somma una vaghezza sulle politiche del personale che non ci appaiono lineari rispetto ai bisogni di salute espressi dal territorio pratese” continua Malucchi che lancia un allarme sugli effetti della legge di riordino della sanità prevista dalla Regione Toscana. “Ci sarebbe bisogno di più personale sanitario, di maggiore sobrietà e di un totale controllo pubblico sulle prestazioni sanitarie per poi procedere, ce ne fosse ancora il bisogno, ad accorpare le ASL.” Che da tale accorpamento si possa produrre un vero e proprio risparmio, poi, è tutto da dimostrare.
“In Toscana i Direttori generali sono in aspettativa da altri incarichi pubblici e il 75% di loro sono dirigenti e tornando ai loro incarichi costerebbero alla Regione le stesse cifre. Lo stesso discorso vale per i Direttori sanitari e lo stesso dicasi per i Direttori amministrativi. Non ci sarà quindi nessun guadagno per le casse pubbliche, ma solo una traslazione delle voci di spesa da un capitolo di bilancio ad un altro, con risultato finale pari a zero. Marketing e poco più se non fosse questa la scusa per poter licenziare il personale del servizio sanitario regionale.
La delibera regionale 932 del 2014 allude a ciò: esodare 100 operatori sanitari pratesi, la metà medici, per sopraggiunti limiti di età secondo il criterio in voga fino a prima della riforma Fornero e senza possibilità di riassunzione alcuna per l’ASL. La stessa regione Toscana che ha prodotto un indebitamento, non rinegoziabile e quindi ineludibile, con i soggetti gestori degli ospedali di nuova costruzione tra cui quello pratese. Un’operazione conosciuta come project financing che costa 1 milione e 700 mila euro mensili, per i prossimi 20 anni, per l’affitto della struttura del nuovo ospedale di cui Regione e ASL sono proprietari al 70%. La spesa per l’affitto di una struttura si impone in sostituzione di una medesima spesa che permetterebbe l’assunzione di circa 650 operatori in sanità, 550 in più di quelli che si vorrebbero esodare e non riassumere nella sanità pratese.” La CGIL sta chiedendo nuove assunzioni e lo sta facendo tramite una petizione che verrà presentata al Presidente del Consiglio Comunale e al Sindaco entro la fine del mese.
“Siamo a quota 1500 firme raccolte, 1200 firme in più rispetto a quelle richieste dal regolamento comunale per la partecipazione”