ALTERNANZA SCUOLA LAVORO AL PORTO DI LIVORNO: PORTUALI E STUDENTI UNITI CONTRO LO SFRUTTAMENTO!

È notizia di oggi l’istituzione a Livorno di un progetto di PTCO (ex alternanza scuola lavoro) a opera dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale nell’ambito del progetto sperimentale Mareport.
Come studenti dell’OSA e lavoratori del porto di Livorno dell’Unione Sindacale di Base conosciamo bene la reale natura dell’Alternanza scuola lavoro (cioè di preparazione dello studente a diventare futura manodopera precaria e sfruttabile) e le condizioni di sfruttamento e mancanza di tutele che vigono nel porto che si celano dietro questo nuovo PCTO e per questo lo contestiamo, sottolineando che:
1. Il progetto rischia di essere soltanto l'”apripista” a un più ampio processo di introduzione degli studenti di Livorno e provincia nelle aziende portuali e dunque in un sistema lavorativo che si basa, molto spesso, su sfruttamento e assenza sistematica di tutele
2. Questo percorso di Alternanza sta già venendo utilizzato per permettere ai dirigenti (delle autorità portuali/delle aziende portuali) di dipingere il lavoro in porto come virtuoso e di eccellenza, occultando le condizioni di sfruttamento dei lavoratori, il sistema di appalti, l’assenza di tutele (che mettere?) che quotidianamente vivono i lavoratori portuali. Il porto di Livorno, negli ultimi anni, è salito agli onori della cronaca per i numerosi incidenti, anche mortali avvenuti sulle banchine e nei piazzali. Stiamo parlando di lavorazioni già altamente pericolose per propria natura divenute ancora più a rischio per via dell’aumento vertiginoso dei carichi di lavoro e dello sfruttamento. La concorrenza a ribasso sulle tariffe, i pochi investimenti sulla formazione e sulla sicurezza, lo strapotere di armatori e terminalisti che hanno imposto i loro tempi in tutti i segmenti di lavoro tagliando contemporaneamente salari e sicurezza. Il nostro porto non ha (speriamo ancora per poco) neanche una postazione medica h24 in caso di infortuni e non si è ancora dotato di un piano di emergenza in caso di incidenti rilevanti (a titolo di esempio stiamo parlando di aree in cui vi sono decine e decine di depositi di gas e petrolio).
Questo progetto è un attacco a studenti e portuali. La formazione al lavoro si fa investendo in laboratori, personale ed edilizia, cacciando i privati dalle scuole e internalizzando i percorsi formativi, non normalizzando lo sfruttamento e la precarietà subita dai lavoratori attraverso l’Alternanza Scuola Lavoro, progetto criminale che ha già ucciso 3 giovani studenti nell’ultimo anno.
Dopo lo sciopero studentesco e operaio dello scorso 22 aprile, continueremo a lottare uniti per l’abolizione dell’Alternanza e per la conquista dei diritti contro un sistema di sfruttamentoÈ notizia di oggi l’istituzione a Livorno di un progetto di PTCO (ex alternanza scuola lavoro) a opera dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale nell’ambito del progetto sperimentale Mareport.
Come studenti dell’OSA e lavoratori del porto di Livorno dell’Unione Sindacale di Base conosciamo bene la reale natura dell’Alternanza scuola lavoro (cioè di preparazione dello studente a diventare futura manodopera precaria e sfruttabile) e le condizioni di sfruttamento e mancanza di tutele che vigono nel porto che si celano dietro questo nuovo PCTO e per questo lo contestiamo, sottolineando che:
1. Il progetto rischia di essere soltanto l'”apripista” a un più ampio processo di introduzione degli studenti di Livorno e provincia nelle aziende portuali e dunque in un sistema lavorativo che si basa, molto spesso, su sfruttamento e assenza sistematica di tutele
2. Questo percorso di Alternanza sta già venendo utilizzato per permettere ai dirigenti (delle autorità portuali/delle aziende portuali) di dipingere il lavoro in porto come virtuoso e di eccellenza, occultando le condizioni di sfruttamento dei lavoratori, il sistema di appalti, l’assenza di tutele (che mettere?) che quotidianamente vivono i lavoratori portuali. Il porto di Livorno, negli ultimi anni, è salito agli onori della cronaca per i numerosi incidenti, anche mortali avvenuti sulle banchine e nei piazzali. Stiamo parlando di lavorazioni già altamente pericolose per propria natura divenute ancora più a rischio per via dell’aumento vertiginoso dei carichi di lavoro e dello sfruttamento. La concorrenza a ribasso sulle tariffe, i pochi investimenti sulla formazione e sulla sicurezza, lo strapotere di armatori e terminalisti che hanno imposto i loro tempi in tutti i segmenti di lavoro tagliando contemporaneamente salari e sicurezza. Il nostro porto non ha (speriamo ancora per poco) neanche una postazione medica h24 in caso di infortuni e non si è ancora dotato di un piano di emergenza in caso di incidenti rilevanti (a titolo di esempio stiamo parlando di aree in cui vi sono decine e decine di depositi di gas e petrolio).
Questo progetto è un attacco a studenti e portuali. La formazione al lavoro si fa investendo in laboratori, personale ed edilizia, cacciando i privati dalle scuole e internalizzando i percorsi formativi, non normalizzando lo sfruttamento e la precarietà subita dai lavoratori attraverso l’Alternanza Scuola Lavoro, progetto criminale che ha già ucciso 3 giovani studenti nell’ultimo anno.
Dopo lo sciopero studentesco e operaio dello scorso 22 aprile, continueremo a lottare uniti per l’abolizione dell’Alternanza e per la conquista dei diritti contro un sistema di sfruttamentoÈ notizia di oggi l’istituzione a Livorno di un progetto di PTCO (ex alternanza scuola lavoro) a opera dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale nell’ambito del progetto sperimentale Mareport.
Come studenti dell’OSA e lavoratori del porto di Livorno dell’Unione Sindacale di Base conosciamo bene la reale natura dell’Alternanza scuola lavoro (cioè di preparazione dello studente a diventare futura manodopera precaria e sfruttabile) e le condizioni di sfruttamento e mancanza di tutele che vigono nel porto che si celano dietro questo nuovo PCTO e per questo lo contestiamo, sottolineando che:
1. Il progetto rischia di essere soltanto l'”apripista” a un più ampio processo di introduzione degli studenti di Livorno e provincia nelle aziende portuali e dunque in un sistema lavorativo che si basa, molto spesso, su sfruttamento e assenza sistematica di tutele
2. Questo percorso di Alternanza sta già venendo utilizzato per permettere ai dirigenti (delle autorità portuali/delle aziende portuali) di dipingere il lavoro in porto come virtuoso e di eccellenza, occultando le condizioni di sfruttamento dei lavoratori, il sistema di appalti, l’assenza di tutele (che mettere?) che quotidianamente vivono i lavoratori portuali. Il porto di Livorno, negli ultimi anni, è salito agli onori della cronaca per i numerosi incidenti, anche mortali avvenuti sulle banchine e nei piazzali. Stiamo parlando di lavorazioni già altamente pericolose per propria natura divenute ancora più a rischio per via dell’aumento vertiginoso dei carichi di lavoro e dello sfruttamento. La concorrenza a ribasso sulle tariffe, i pochi investimenti sulla formazione e sulla sicurezza, lo strapotere di armatori e terminalisti che hanno imposto i loro tempi in tutti i segmenti di lavoro tagliando contemporaneamente salari e sicurezza. Il nostro porto non ha (speriamo ancora per poco) neanche una postazione medica h24 in caso di infortuni e non si è ancora dotato di un piano di emergenza in caso di incidenti rilevanti (a titolo di esempio stiamo parlando di aree in cui vi sono decine e decine di depositi di gas e petrolio).
Questo progetto è un attacco a studenti e portuali. La formazione al lavoro si fa investendo in laboratori, personale ed edilizia, cacciando i privati dalle scuole e internalizzando i percorsi formativi, non normalizzando lo sfruttamento e la precarietà subita dai lavoratori attraverso l’Alternanza Scuola Lavoro, progetto criminale che ha già ucciso 3 giovani studenti nell’ultimo anno.
Dopo lo sciopero studentesco e operaio dello scorso 22 aprile, continueremo a lottare uniti per l’abolizione dell’Alternanza e per la conquista dei diritti contro un sistema di sfruttamento