Test genetici effettuati sui resti di quello che si riteneva un giovane guerriero siberiano hanno rivelato che il piccolo guerriero era in effetti una guerriera di non più di 13 anni, vissuta oltre 2600 anni fa.

La tomba al momento della scoperta nel 1988, con a destra le varie fasi del ritrovamento

Come riportato in un articolo del Siberian Times datato al 16 giugno 2020, nel 1988 gli archeologi Marina Kilunovskaya e Vladimir Semyonov durante uno scavo di emergenza avevano rinvenuto la tomba di quello che sembrava un giovane guerriero scizio parzialmente mummificato. I resti del giovane erano conservati così bene che era possibile vedere una verruca sul volto, sebbene all’epoca non vi fossero indicazioni che i resti appartenessero a una persona di sesso femminile.

Il piccolo guerriero scizio era stato sepolto con un set completo di armi: un’ascia, un arco di betulla lungo un metro, una faretra contenente 10 frecce di cui alcune lunghe 70 centimetri, con due fatte di legno, una avente una punta d’osso, mentre le altre avevano la punta di bronzo.

Nella tomba non erano state rinvenute collane, o specchi, o qualsiasi altro elemento che comunemente viene rinvenuto in tombe del passato appartenenti a personaggi di sesso femminile, così era stato spontaneo concludere nel 1988 che si trattasse della tomba di un ragazzo.

Solo oggi con le più moderne tecnologie è stato appunto possibile scoprire sesso, età e corredo genetico. Il test di analisi paleogenetica è stato svolto dall’Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca.

Questa scoperta pone nuovi interrogativi sulla struttura sociale della società scizia del sesto e settimo secolo avanti Cristo, ha fatto ricordare agli studiosi quanto scrivevano Erodoto e in particolare Ippocrate riguardo la presenza di “guerriere amazzoni” tra le popolazioni dei sarmati della Scizia.

Leonardo Panerati