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Artista poliedrico, pittore affermato, padrone della materia e fine decorativista, Antonio Sgarlata sta ora riscoprendo impasto e tecnica dei suoi bassorilievi. A 90 anni compiuti, è impegnato in una riproduzione della Pietà a rilievo, deciso a darle poi una forma più grande. Le diverse forme dell’arte figurativa, tra copia e ingegno, strumenti del mestiere e originali invenzioni, vivono nell’animo e nelle mani di uno dei testimoni, forse l’ultimo attivo, di quella che fu una grande stagione della pittura pratese. Pittura e non solo, la sua, che dalla Val di Bisenzio si sposta nella vicina Prato e raggiunge la splendida costa orientale della Sicilia. Terra d’adozione e terra di nascita lo vedono attivo, nel suo studio-laboratorio così come nelle mostre, esposizioni che nel tempo hanno sempre riscosso una forte adesione del pubblico.

Antonio Sgarlata

Antonio Sgarlata

Di Antonio Sgarlata si conoscono e si apprezzano le copie dei grandi maestri del passato più o meno lontano, ovviamente mai eseguite per scopi fraudolenti, dal Rinascimento al primo Novecento. Copie che hanno un duplice scopo, a monte e a valle della produzione e della personalità dell’artista tosco-siciliano: la delizia di acquirenti e appasionati e il piacere per l’arte e per la sua stessa raffigurazione. Quella di Antonio Sgarlata può definirsi copia-no copia, perfetta e nuova. Diviene vero e proprio gioco tra luci, tratto e colori, vale a dire variazioni volute benché talora impercettibili per assecondare l’animo dello stesso artefice. Nel pennello di Antonio Sgarlata e nella sua voglia di approfondire il legame con la grande arte riesiedono al tempo stesso appagamento personale, esercitato mediante lo studio e la pratica, e piacere di mostrare “il bello” agli altri.
Il bello e la sorpresa, diremmo, come di fronte a un ermellino finito in mani inconsuete.

Non di meno, contano i ritratti. Naturali e freschi, di persone o modelli vicini, se non addirittura partecipi della vita privata dell’artista. Antonio Sgarlata ritrae dal vivo con la stessa abilità con cui copia, e spesso confonde tra di loro, i grandi ritratti del Rinascimento.

Seguono a ruota, come naturale corollario dell’attività decorativistica, le nature morte, reinterpretate anche qui sulla scorta dei grandi maestri o del tutto originali.

Poco conta, di volta in volta, dirigere l’attenzione da una parte o dall’altra: per Antonio Sgarlata l’arte è una ed è composita. Definirla semplice, naturale, ricercata sarebbe uno spreco d’aggettivi. L’arte è una ed è sempre sua compagna, per professione, per passione, per studio, per produzione. Una vasta e variegata produzione, per un artista che padroneggia pure la tecnica dell’affresco.

Questa è soltanto una prima, introduttiva puntata. Presto torneremo sulla fresca produzione di un giovane e poliedrico artista di 90 anni.

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