Carabinieri

Un uomo di 46 anni, albanese residente a Carmignano in provincia di Prato, è stato arrestato dai carabinieri perché riconosciuto colpevole di rapina a mano armata e accusato di diversi altri reati, tra i quali gravi violenze in famiglia. L’arresto segue un ordine di carcerazione per espiazione pena, confermata in Cassazione, per la quale dovrà scontare in carcere 10 anni e 8 mesi. L’uomo, ricordano i carabinieri, è l’autore di più eventi delittuosi che avevano creato un forte allarme in provincia di Prato nei primi mesi del 2017, per la spregiudicatezza esibita.
A determinare l’entità della pena è stato infatti il cumulo di una serie di reati attribuitigli grazie alle attività investigative condotte dai militari della Stazione di Carmignano  che nel corso di diversi mesi di indagini sono riusciti a ricostruire dinamiche dei delitti e colpevolezza dell’albanese.

L’uomo, nel gennaio del 2017, si era tra l’altro reso responsabile di una rapina a mano armata ai danni della Farmacia di San Giorgio a Colonica, una frazione di Prato, fuggendo poi a bordo di un furgone con l’aiuto di un complice. Il fucile usato nella circostanza era stato precedentemente rubato in un’abitazione di Prato e poi alterato segandone le canne per renderne più agevole il porto occulto. Il febbraio successivo si era quindi reso responsabile del danneggiamento di una vettura parcheggiata in via Vergheretana di Carmignano, episodio gravissimo in quanto l’auto veniva colpita proprio da una fucilata esplosa a breve distanza.

A tali fatti, venuti alla luce grazie alle indagini dei carabinieri, si è poi aggiunta una denuncia per maltrattamenti in famiglia che gli stessi uomini della Stazione di Carmignano hanno depositato in Procura a seguito di un loro intervento del  marzo successivo  presso il domicilio in cui il predetto convive con la compagna e due figli.  In quel caso l’uomo si era reso responsabile di gravi percosse nei confronti della donna trovata dai militari sanguinante e con ferite al volto. 
Indicativo che in quell’episodio  a richiamare i carabinieri non fosse stata la vittima, che mai sporse denuncia, bensì alcuni vicini allarmati dalle urla della donna. 
Oltre alla pena detentiva, iniziata a scontare da ieri al carcere della Dogaia, l’uomo è stato condannato anche alla multa di 9.000 euro.