Forza Italia chiede squisio e la Lega aspetta tenendo il timone dritto, in attesa di ripresentare agli alleati la stessa terna di candidati alla carica di sindaco di Firenze (Ubaldo Bocci), Livorno (Giulia Pacciardi) e Prato (Daniele Spada). I nomi restano questi ed è difficile ipotizzare, al momento, un intervento esterno che possa cambiare qualcosa. Susanna Ceccardi, sindaca di Cascina e leader leghista in Toscana, lo ha ripetuto ieri sera, in un post su Facebook ribattuto dal candidato pratese Daniele Spada.
Interessante notare anche l’atteggiamento di quest’ultimo, di solito attivissimo sui social, e più silenzioso da qualche giorno. Salvo condividere in tarda serata il post di Susanna Ceccardi. Segno che la partita si fa dura ed è alla svolta definitiva. In pratica, Forza Italia ha mostrato malumore a livello locale, specie a Prato, e ha chiesto qualche giorno di tempo prima di sedersi con Lega e Fratelli d’Italia (che ha già espresso i suoi candidati) per la riunione definitiva. Pare che i berluscones, dai quali proviene il moderato e conosciuto Spada, intendano chiedere lumi a Milano. Come si muoveranno, non è dato a sapersi. Difficile che impongano, visti risultati elettorali e sondaggi, una loro linea. Potrebbero ottenere di esprimere una delle tre candidature ed è più facile, a conti fatti, che possa toccar loro quella di Firenze, regno di Matteo Renzi e piazza decisamente difficile.

Le partite di Livorno e Prato (specialmente) appaiono più aperte. In terra livornese si configura infatti una situazione ingarbugliata. Se il sindaco uscente, Filippo Nogarin, intendesse ricandidarsi e il M5s dovesse recuperare un po’ di appeal, gli elettori si presenterebbero divisi in tre blocchi consistenti e numericamente vicini alle urne. Tutto sarebbe da giocare. Difficile che la Lega, che tenta di giocare le carte di tre candidati tutto sommato civici e moderati, rinunci a giocare in prima persona la partita livornese.
Idem a Prato dove il Pd non pare proprio destinato a far cappotto come 5 anni fa. Il centrodestra, poi, ha già amministrato la città, complici spaccatura all’interno dei Democratici e momento d’oro di Silvio Berlusconi, nel mandato precedente. La strada, se non spianata, è aperta e non vedrà salvo sorprese la partecipazione diretta del deputato Giorgio Silli, il più votato in città alle Politiche dell’anno scorso e, fra i tanti nomi spendibili da parte di Forza Italia, unico in grado di tenere buoni rapporti con tutte le forze del centrodestra e un deciso ascendente sulla città. Largo a Daniele Spada, allora, che proprio con Forza Italia s’avvicinò giovanissimo alla politica. Un volto ragionevole, il suo, per un partito che usa la ruspa. Il complemento giusto, una volta digerito dagli alleati in cambio di qualche poltrona importante, per vincere le elezioni. O almeno provarci con ottime possibilità.

A partita candidature sospesa, su richiesta di Forza Italia, la Lega difende intanto i tre nomi anche se è del tutto probabile, come detto, che uno dovrà sacrificarlo in nome dell’alleanza. Al proposito, la linea di Susanna Ceccardi è chiara: non si aspetta più d’una settimana e le tre proposte restano queste. Proposte, va da sé, che mettono in difficoltà gli alleati. Difficile trovare difetti nei profili presentati, tutti manageriali, con buone doti di dialogo a 360° gradi (avversari compresi) e un più o meno alto profilo civico.

Nelle singole città, si dice che la Lega abbia nomi di riserva. Può darsi, per carità. Sta di fatto che se si guarda la sfida per le candidature in un’ottica regionale e con un occhio ai sondaggi nazionali, è ben difficile che un nome diverso possa saltar fuori salvo scomodare big e vip di livello altisonante. Che non ci sono.

Nell’attesa, Susanna Ceccardi dalla sua ruspa postata su Facebook tranquillizza candidati ed elettori. «Non vedo l’ora di andare a Prato, Livorno e Firenze insieme a Daniele Spada, Giulia Pacciardi e Ubaldo Bocci tra i commercianti vessati dalla concorrenza sleale, nelle case popolari tra la gente abbandonata dalla sinistra, tra le piazze e nei quartieri dilaniati dallo spaccio e dalla delinquenza», scrive tra l’altro la responsabile della Lega in Toscana. «La Lega ha fatto i propri nomi, così come li ha fatti Fratelli d’Italia. Potevamo confrontarci, scegliere e partire, invece Forza Italia ci ha chiesto ancora tempo per fare un passaggio coi vertici nazionali. Se il fine è salvaguardare l’unità, schema con cui abbiamo vinto in tante altre città della Toscana, va bene. Non è una settimana in più che cambierà le sorti delle elezioni», aggiunge.

Fabio Barni