Sono 37.522 le domande di cassa integrazione in deroga inviate alla Regione dalle imprese toscane in difficoltà per l’emergenza epidemiologica. I lavoratori coinvolti sono in tutto 96.325.  
Sul territorio regionale, il maggior numero di domande si registra a Firenze e provincia, con il 27% del totale. Seguono Lucca (11,1%), Pisa (10,4%) e Livorno (9,2%). I lavoratori coinvolti sono per il 60% donne, la componente femminile, dunque appare maggiormente colpita in termini di posizioni lavorative. Anche per il numero di lavoratori, Firenze è in assoluto il territorio maggiormente interessato: si concentra qui il 28% del totale regionale.


Il numero medio dei giorni richiesti per lavoratore è stato poco più di 27 giornate full-time, un piccolo scostamento dal valore medio regionale si osserva nella provincia di Firenze, con quasi 29 giorni.
Quanto ai settori produttivi, le domande fin qui inviate dalle aziende provengono per il 30% dal settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, per circa il 27% dalle attività dei servizi di alloggio e ristorazione, l’11% per le attività professionali.
I lavoratori interessati alla richiesta di Cassa Integrazione in deroga, per oltre la metà, hanno la qualifica di operaio (53,9%), mentre per il 38% sono impiegati, gli apprendisti sono l’7,9% e solo per lo 0,3% riguarda i quadri.

«Abbiamo compiuto uno sforzo enorme – spiega l’assessora al lavoro Cristina Grieco – Dal 31 marzo è stata resa disponibile una piattaforma online per l’invio delle domande che ha fatto registrare, in particolare nelle prime due settimane, forti picchi di richieste. Grazie al grande lavoro compiuto dai nostri uffici, siamo riusciti in tempi record ad istruire, autorizzare ed inviare all’Inps per il pagamento tutte le richieste pervenute e già dai primi giorni del mese siamo in grado di autorizzare in tempo reale le domande che riceviamo. Nonostante la nostra tempestività, purtroppo molti lavoratori sono ancora in attesa del pagamento, a causa dei tempi tecnici necessari ad Inps per completare la procedura di liquidazione. Giova ricordar e che è possibile ottenere l’anticipazione da banche e Poste, senza oneri ne’ interessi, grazie all’accordo siglato con la Regione. Inps fa comunque sapere che entro il mese di maggio sarà in grado di procedere ai pagamenti».
«Per la seconda fase (le ulteriori nove settimane di CIGD) – precisa l’assessora – si profila una svolta che consentirà, a seguito di un accordo tra Stato e Regioni, di semplificare la procedura per ridurre i tempi di lavorazione e far arrivare prima l’assegno ai lavoratori».