Chiude l’attività Covid-19 della centrale per il trasferimento dei pazienti

Terminano alle 20 le attività legate al coronavirus della centrale operativa per il soccorso sanitario della centrale 118 di Pistoia-Empoli, scelta il 4 marzo dalla protezione civile nazionale per coordinare il trasferimento in Italia e all’estero di alcuni pazienti Covid-19 e di numerosi altri che richiedevano cure urgenti che non potevano essere assicurate laddove personale e reparti erano ormai saturi.

Dal 4 marzo la Cross ha lavorato incessantemente per mappare i posti letto in tutta Italia e organizzare i trasferimenti. In totale 116 sono stati i pazienti trasferiti, di cui 76 affetti da Covid e 40 non affetti da Covid-19. Le missioni sono state effettuate utilizzando sia ambulanze (32 missioni), che mezzi ad ala rotante (39) e mezzi ad ala fissa 45), ma tutte servendosi di mezzi messi a disposizione dal mondo del volontariato.
La chiusura è segno che l’emergenza sta rientrando in un ambito di normalità. La centrale ha coordinato, in 67 giorni, le operazioni relative a numerosi pazienti lombardi. Il comune dal quale sono partiti il numero più alto di trasferimenti è stato Bergamo (60 pazienti), seguito da Milano con 19. E ancora, 11 pazienti da Cremona, 5 da Lecco, 4 da Brescia, 3 da Sesto San Giovanni, 2 da Como, da Monza, da Pavia, da Gallarate, da Varese e 1 da Lodi, da Piario, da Seriate e da Voghera. I pazienti sono stati trasferiti in 38 casi in Germania e, per gli altri, distribuiti nelle altre regioni italiane, Toscana compresa.

Non è la prima volta che la centrale, conosciuta con l’acronimo di Cross, interviene nell’ambito di emergenze. «Dal 2016 ha svolto un ruolo decisivo in occasione di importanti maxiemergenze a livello nazionale, per il coordinamento dei soccorsi sanitari urgenti – spiega l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi – Voglio ricordare il terremoto del centro Italia nell’ottobre 2016, la tragedia dell’hotel Rigopiano nel gennaio 2017, il terremoto di Ischia nell’agosto dello stesso anno, il crollo del ponte Morandi nell’agosto 2018. E non è stata da meno in occasione dell’emergenza Coronavirus. In questi mesi il ruolo e l’intervento della Cross sono stati fondamentali e preziosi nel coordinare tutti gli interventi sanitari anche al di fuori della nostra regione, per esempio individuando i letti di terapia intensiva quando altre regioni erano in crisi e organizzando il trasferimento dei pazienti. Sono davvero orgogliosa di quanto la Cross ha fatto in questi mesi e ringrazio tutti gli operatori e i volontari che in questo lavoro hanno messo impegno, passione, competenza».