I governi europei si sono rivelati incapaci di scongiurare una seconda ondata di coronavirus e, soprattutto, di bilanciare l’esigenza di proteggere la salute con quella di far ripartire scuola ed economia. Lo dicono in Cina e non lo dicono al bar. È il Global Times a riportare il parere «esperti» cinesi; Global Times che è il settimanale specializzato in politica estera del Quotidiano del Popolo, ovvero del giornale del Partito comunista al potere in Cina. Uno schiaffo a governi e diplomazie occidentali, compreso quello italiano.

Anzi, sull’Italia, l’articolo del Global Times si sofferma più che su altri Paesi europei, sottolineando che il cluster d’infezione nella comunità cinese in Italia è avvenuta «principalmente a Prato, dove molte fabbriche sono gestite da cinesi. Alcuni genitori cinesi a Prato hanno deciso di non mandare i propri figli a scuola per evitare il contagio – confermano dalla Cina – mente i dipendenti sono tornati a lavorare da casa». La ha riferito al Global Times, Blanche Wang, una cinese di 33 anni che vive a Milano.

«Alcuni cinesi in Italia raggiunti dai giornalisti cinesi» hanno inoltre spiegato che hanno cercato modi per tornare in Cina, mentre altri come, la stessa Wang, «hanno intenzione di rimanere in Italia, temendo il rischio di essere contagiati su un aereo».

Il Global Times, dopo essersi soffermato sulla crescita dei contagi in Europa, dove si sono superati gli Stati Uniti, torna a descrivere la situazione italiana, spiegando che un’allerta da parte dell’ambasciata è stata diffusa ieri fra la popolazione cinese residente in Italia. Tra l’altro, fra i cinesi italiani ci sarebbero persone in gravi condizioni. «L’ambasciata cinese in Italia venerdì ha esortato i cittadini cinesi a rimanere vigili contro quella che definisce una seconda ondata più grave di Covid-19 nel paese, poiché finora quasi 100 cittadini cinesi sono stati infettati dal coronavirus in diversi gruppi – riferisce il Global Times – Tra quelli già infettati, alcuni sono gravemente malati, ha detto l’ambasciata in un avviso di allerta, affermando che la comunità cinese è stata colpita dalla seconda ondata di epidemia in maniera di gran lunga peggiore della prima. L’ambasciata ha aggiunto che ci sono stati alcuni cluster, il più grave a Prato, di infezioni nelle comunità cinesi, che si ritiene siano legati alla ripresa del lavoro e della produzione».

Secondo il settimanale del Pcc, sull’attuale situazione italiana peserebbero le vacanze d’agosto, sulle spiagge, di inglesi e tedeschi. Questa, almeno, la percezione dei cinesi raggiunti in Italia dai giornalisti di Pechino. Percezione che, per quel che riguarda affollamento delle spiagge e afflusso turistico, pare tuttavia distorta. Resta il fatto che si è verificata, secondo ilGlobal Times, una «diminuzione della vigilanza delle persone contro il virus, i viaggi transfrontalieri su larga scala durante le vacanze estive e le misure di controllo dell’epidemia lassiste potrebbero aver portato la seconda ondata a colpire l’Europa rapidamente e duramente», come hanno riferito alcuni cinesi che vivono in Italia.

I cinesi puntano l’indice su i giovani e sulle proteste (queste mai care al regime di Pechino, va detto) al punto che in Europa ફla pandemia non viene presa sul serio come in Cina. In Italia, la quarantena dei casi asintomatici viene effettuata per lo più a casa, invece che in un luogo designato come fa la Cina – rilevano dal settimanale – e i pazienti vengono rilasciati una volta terminato il periodo di quarantena anche se risultano ancora positivi al virus».

Yang Zhanqiu, vicedirettore del dipartimento di biologia dei patogeni dell’Università di Wuhan, ha dichiarato al Global Times che la pandemia in Europa non è mai stata completamente controllata. Con l’avvicinarsi dell’inverno, è probabile che l’Europa assista a una nuova ondata di coronavirus. Yang ha anche sottolineato che anche le misure di controllo piuttosto sciolte nei paesi europei per il bene della ripresa economica hanno peggiorato la situazione pandemica.
Tuttavia, il biologo cinese pensa che la nuova ondata in inverno potrebbe non essere più forte della pandemia in primavera, perché la popolazione locale ha sviluppato immunità, «ma potrebbe comunque provocare situazioni gravi in ​​alcune parti del continente».