Non gli è bastato il divieto d’avvicinamento alla mensa della Caritas di Lucca, dove aveva seminato il terrore fra operatori e ospiti, e ha minacciato di morte, costringendola a scappare, una volontaria incontrata in strada. A. A., noto personaggio senza dimora e solito bivaccare nel centro storico, è finito in carcere su decisione del giudice per le indagini preliminari che ha appesantito la misura cautelare già presa nei suoi confronti.

L’arresto è stato eseguito dalle volanti della questura di Lucca. Pochi mesi fa l’uomo era stato colpito dal divieto di avvicinamento alla mensa della Caritas a causa dei suoi continui atteggiamenti violenti e aggressivi, tanto da incutere con la sua sola presenza un forte stato di timore negli operatori della struttura e negli ospiti che lì si recavano. Aveva anche preso di mira l’automobile di una volontaria, danneggiandola con un bastone, per poi minacciare la donna, il responsabile della Caritas e una suora che lavora nel centro.

Nonostante il divieto di avvicinamento alle vittime, ottenuto in seguito alla denuncia per atti persecutori, l’uomo, dedito all’uso di alcol, pochi giorni fa aveva incontrato in Piazza San Michele una delle sue vittime, minacciandola di morte e costringendola a scappare velocemente, mentre le urlava che non gli importava niente degli ordini del giudice.

Questo ultimo episodio ha aggravato la sua posizione e il gip, su proposta del pubblico ministero, ha deciso di sostituire la misura del divieto di avvicinamento con la custodia in carcere, tenuto conto anche del suo disprezzo verso i provvedimenti dell’autorità.