I due cittadini cinesi ricoverati all’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, nelle ultime ore hanno avuto un aggravamento delle condizioni cliniche a causa di una insufficienza respiratoria, come segnalato nei casi fino ad ora riportati in letteratura. Lo scrivono i medici, nel bollettino diffuso oggi. Niente di anomalo, insomma, ma situazione delicata, al punto che «è stato necessario un supporto respiratorio in terapia intensiva».

Intanto, non mancano purtroppo i casi di diffidenza o di intolleranza vera e propria verso i cittadini cinesi. Con l’arrivo del virus in occidente, la situazione è peggiorata. Lo rilevano anche in Cambogia, nel sud-est asiatico, dove il quotidiano in lingua inglese Khmer Times riporta la dichiarazione rilasciata nei giorni scorsi dal consigliere comunale pratese Marco Wong al Guardian: « Sfortunatamente, uno degli inevitabili impatti di questa malattia è la xenofobia». Il giornale cambogiano sottolinea inoltre come Prato sia uno dei principali centri europei abitati dai cinesi e, soprattutto, come in Italia si registri il maggiore afflusso in Europa di turisti provenienti dalla Cina. Quanto basterebbe, anche per puro calcolo ragionieristico, per tenersi buoni i cinesi. E invece, rileva lo Khmer Times, il ricovero dei due turisti a Roma «ha coinciso con episodi di xenofobia e chiamate per evitare il cinese ristoranti e negozi». « I genitori non mandano i loro figli a scuola se ci sono compagni di classe cinesi e le persone scrivono su Internet di non andare in negozi e ristoranti cinesi. Ci sono anche molte notizie false, per esempio, l’audio di un ragazzo italiano che afferma di essere a Wuhan e che conosce un laboratorio segreto dove è stato creato questo virus».

Non va troppo meglio nel resto d’Europa, in particolare in Francia, dove «ci sono state critiche particolari nei confronti di un titolo di prima pagina sul Corriere Picard, un giornale locale: Alerte Jaune (avviso giallo) – si legge ancora sullo Khmer Times – Espressioni come avviso giallo virus cinese inviano un messaggio secondo cui tutte le persone asiatiche sono necessariamente portatrici del virus. Ma una cittadina asiatica che vive in Francia che non è mai stata in Asia o in Cina, almeno non negli ultimi tre mesi, non ha più probabilità di essere infettata rispetto a una persona di un’altra origine». Stesso discorso in altri Paesi, compreso, sorvolando l’Oceano Atlantico, il Canada.

Fabio Barni