Corrado Cagli e la Paura del Totem in mostra a Firenze

Premio letterario Raccontami una storia

Corrado Cagli. Paura del Totem è la mostra che si aprirà presto da Frittelli arte contemporanea, in programma dal 9 novembre al 20 dicembre, nella sede di via Val di Marina a Firenze (www.frittelliarte.it). Orari al lunedì al venerdì 10-13; 15.30-19.30. Sabato, domenica e festivi su appuntamento.

Frittelli arte contemporanea è così lieta presentare il secondo appuntamento della stagione espositiva 2019/2020, dedicato a uno tra gli artisti più rilevanti del secondo dopoguerra: Corrado Cagli. Paura del Totem.

La mostra si propone di offrire una visione completa dell’immaginario magico-totemico presente nella pittura di Corrado Cagli, un artista che fin dagli esordi ha reso propria l’urgenza di un profondo rinnovamento del linguaggio artistico. La ricerca di archetipi figurali e soprattutto segnici, sempre tradotti in una cifra autonoma e personale, affiora nelle varie esperienze formali dell’artista.

Nelle opere in mostra la realtà del visibile e dell’inconscio, la memoria e il presagio, convivono nel tentativo continuo di esplorare il mondo moderno in chiave primitiva, barbarica e “misterica”, con riferimenti ricorrenti al pensiero di Carl Gustav Jung.

Operando oltre la contrapposizione figurazione e non-figurazione, Cagli rivendica il proprio nomadismo creativo in chiave di libertà d’immaginazione e di espressione. La mostra raccoglie oltre cinquanta opere eseguite tra il 1946 e il 1973, a partire da una serie di oli in bianco e nero su carta della fine degli anni Quaranta, Il pastoreLa lanterna,da cui emerge un potente segno gestuale ininterrotto, proseguendo con ImpronteChimeradel 1950 in cui la sovrapposizione di materia cromatica avviene per frammenti intrisi di colore, oppure per graffiti di ispirazione rupestre. Del periodo 1954-55 sono presenti una serie di Tavolette, tra cui Paura del Totem, realizzate a cera su carta incollata su legno, che approfondiscono la ricerca sugli archetipi, attingendo a fonti figurali di civiltà extraeuropee. Si succedono poi le Carte della fine degli anni Cinquanta, ottenute attraverso la polverizzazione ad aerografo del colore, come Apparizione Il Monaco, segnate dall’emergere di un oggetto fantasma. Troviamo ancora Le Siciliane, uno splendido ciclo pittorico ispirato alla solarità e alla mediterraneità della Sicilia, tra cui Turi-mnesia Pupiddunanau, squillanti inchiostri colorati su carta che alludono a miti micenei, etruschi e fenici. Infine, sculture come Fonte di Fauno, bronzo del 1965, e l’arazzo Enigma Solare del 1973 documentano l’esplorazione a tutto campo dell’artista.

«Nessuno sa della psiche – affermava Cagli nel 1959 – se non il perimetro di un impenetrabile labirinto ove, tuttavia, i processi associativi sondano e traggono, da una illimitata congerie, argomenti, vocaboli, forme, sensazioni, al fine di comunicare ed esprimere. Nessuno, però più dei moderni ha investigato lo spessore di quei sedimenti che occultano, in semi sparsi, la memoria della storia dell’uomo.»

Corrado Cagli (Ancona 1910 – Roma 1976) è tra le figure più interessanti ed eclettiche dell’arte italiana del XX secolo. Ricercatore instancabile, attivo in Italia e negli Stati Uniti, nel corso della sua lunga carriera ha sperimentato una stupefacente varietà di soluzioni tecniche e formali. I suoi molteplici interessi spaziavano dalla pittura murale alla ceramica e al mosaico, dall’arazzo alla scultura, dal teatro al cinema. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, Cagli ha diretto la fabbrica di ceramiche Rometti a Umbertide. Il suo debutto artistico risale all’inizio degli anni ’30, con la prima personale alla Galleria di Roma, seguita dalla fondazione del Gruppo dei Nuovi Pittori Romani, con Giuseppe Capogrossi ed Emanuele Cavalli. Costretto a lasciare l’Italia per l’incalzare delle persecuzioni razziali e politiche, nel 1940 si trasferisce negli Stati Uniti e partecipa alla Seconda guerra mondiale nelle fila dell’esercito alleato. L’esperienza americana offre a Cagli un’ulteriore possibilità di approfondimento di nuove tecniche pittoriche, che segneranno i lavori successivi. Rientrato in Italia dal 1948, la sua pittura attraversa varie fasi, dalla neometafisica al neo-cubismo, all’informale, per approdare ad una personale linea espressiva mitologico-fantastica. Nei decenni successivi, Cagli affianca all’attività artistica un’intensa collaborazione con il mondo del teatro, per cui realizza scenografie e costumi. Tra le numerose mostre si ricordano: Galleria Il Milione, Milano (1933); II Quadriennale di Roma (1935); XXI Biennale di Venezia (1938); Julian Levy Gallery, New York (1940); “Arte astratta e concreta in Italia”, Galleria Nazionale d’arte moderna di Roma (1951); “Cagli”, Phoenix Art Museum, Phoenix (1963); “L’opera di Corrado Cagli”, Palazzo Strozzi, Firenze (1972).