I numerosi richiami, anche istituzionali, alla “capacità d’ascolto reciproca e alla collaborazione per superare insieme questi giorni difficili” non riescono, ancora una volta, a scalfire il modello segmentato di gestione dei servizi alla persona. Lo dice in una nota l’Alleanza delle Cooperative Sociali che riunisce Agci Solidarietà, Federsolidarietà e Legacoopsociali, che chiede di “concorrere alla programmazione integrata” dell’offerta socio-sanitaria.

“I servizi gestiti dalla cooperazione sociale – continua il testo – fanno parte, con pari dignità, del sistema integrato di offerta dei servizi socio-sanitari. Non possono essere il serbatoio dal quale attingere personale formato, qualificato e con esperienza, né il rifugio per le situazioni al limite e tantomeno il capro espiatorio nelle circostanze più problematiche. La salute ha la priorità in qualunque tipo di struttura venga curata e non si può far fronte al paradosso di offrire più servizi con meno personale qualificato”.