Curiosità e aneddoti dei cardinali arcivescovi di Firenze secondo i loro segretari

Premio letterario Raccontami una storia

Nessuno aveva mai scritto un libro sul segretario di un cardinale. Ci ha pensato il vaticanista Franco Mariani che ha pubblicato Tutto vede, niente dice, sempre sorride – Aneddoti, curiosità, ricordi dei segretari dei cardinali arcivescovi fiorentini per Edizioni Ets.
Franco Mariani ha intervistato gli 8 segretari ancora viventi degli ultimi 5 cardinali arcivescovi, da Ermenegildo Florit (1954) all’attuale Giuseppe Betori, ripercorrendo di fatto gli ultimi 55 anni della storia della chiesa fiorentina. Tra gli intervistati ci sono anche Giovan Battista Re e Italo Taddei, entrambi segretari del cardinale Giovanni Benelli, gli unici a non appartenere al clero fiorentino. La prefazione è del cardinale Angelo Comastri, vicario generale del papa per la Città del Vaticano e arciprete della basilica di San Pietro.

Il libro verrà presentato sabato 4 maggio alle 17 nella sala del consiglio del Palazzo comunale di Impruneta, presente l’autore Franco Mariani.

«Il segretario di un vescovo deve essere una presenza discreta al suo fianco, in quello che, bene o male, è un ruolo delicatissimo. Sia per i documenti e le lettere che passano dalle sue mani, sia per gli appuntamenti e i contatti che deve tenere per conto del vescovo – scrive Franco Mariani – Se poi sei il segretario di un cardinale, i tuoi contatti vanno dagli alti prelati del Vaticano alle autorità italiane a tutti i livelli, per non parlare inoltre dei contatti internazionali. Con questa pubblicazione sui segretari dei cardinali arcivescovi di Firenze degli ultimi 55 anni – che conosco tutti ormai personalmente da decenni, e che ringrazio tutti di cuore, non solo per non essersi tirati indietro, ma per aver raccontato con vera gioia il servizio da loro svolto – di certo non voglio svelare segreti o pettegolezzi, ci mancherebbe, solo che vorrei far emergere degli aspetti di vita sacerdotale ed ecclesiale di cui fino ad oggi non si è mai parlato; aspetti che, soprattutto, non sono mai stati analizzati. Sono convinto che attraverso i racconti dei segretari, soprattutto di quei segretari di cardinali arcivescovi che oggi sono al cospetto di Dio, possiamo meglio comprendere non solo le loro figure, ma anche la vita diocesana dell’epoca; non dimenticandoci che anche i segretari – spesso considerati dei semplici ‘passacarte’ – hanno invece contribuito allo sviluppo della vita ecclesiale diocesana. A mio avviso l’incarico di segretario è un ‘ufficio-incarico’ che considero una vera e propria missione, spesso sottovalutata, la cui visuale permette di raccontare anche da un’altra angolazione la figura dei vari Arcivescovi, facendoci soprattutto riflettere sulla ‘quotidianità’ della Chiesa fiorentina».

Lo mette in risalto anche uno dei segretari protagonisti di questo libretto, don Paolo Brogi, primo segretario del Cardinale Betori: «Si ha una idea sbagliata, ancora oggi, della funzione/missione del segretario, visto come un burocrate, un passacarte, ma invece è un’esperienza di vita che se lo fai per tutta la vita può diventare davvero un’esperienza arida, ma se lo fai per qualche anno è un’esperienza ricca, veramente ricca; ti arricchisce culturalmente, spiritualmente ed umanamente. Vedi la chiesa a 360 gradi, conosci tutte le realtà di chiesa, dai preti ai movimenti ed associazioni; poi per me è stata l’occasione per stare accanto ad un uomo di cultura, di intelligenza, con una forte personalità. Certamente è un tipo di attività pastorale, diversa, non in prima linea, ma sicuramente importante».

Ad ogni segretario è chiesto tanto, è un “annientarsi” quasi del tutto, proiettandosi solo ed esclusivamente verso la persona che gli chiede di stargli accanto come primo collaboratore.

Nel 2013 il cardinale Silvano Piovanelli intervistato da Franco Mariani per il Nuovo Corriere di Firenze disse che era «contento di aver avuto vari segretari, quattro: don Ajmo Petracchi, mons. Giancarlo Corti, don Leonardo Altobelli, mons. Luigi Innocenti; mentre molti miei confratelli Vescovi hanno un segretario per tutta la vita. Questo mi ha permesso di non “condannare” uno a fare per sempre il segretario, per dare poi una ricompensa, mentre così tutti hanno potuto continuare a fare la “loro” strada. Li ho scelti sempre giovani, eccetto don Ajmo; vedevo in loro la buona volontà. Mi è stato utile. Ma penso anche per loro».

Il Cardinale Giuseppe Betori, nel dicembre 2016, rispondendo a una domanda dello stesso Mariani, disse: «Fare il segretario è un sacrificio, non è un premio per nessun prete, perché i preti si fanno preti per stare in mezzo alla gente, non per stare vicino ai vescovi. La figura del segretario è una figura di grande sacrificio per un sacerdote».

Questi i segretari intervistati da Franco Mariani: mons. Paolo Ristori, il cardinale Giovan Battista Re, mons. Italo Taddei, mons. Giancarlo Corti, don Leonardo Altobelli, mons. Luigi Innocenti, don Alessandro Lombardi, don Paolo Brogi, don Roberto Gulino, don Nello Lascialfari, Luca Gasparri e il figlio di Virgilio Gori, lo storico autista dei cardinali.

Per il prefetto della Congregazione per il clero, cardinale Beniamino Stella, «il libro di Franco Mariani è lungi dall’essere una raccolta di segreti o pettegolezzi, coglie invece alcuni aspetti della figura degli arcivescovi fiorentini che si sono succeduti negli ultimi 55 anni, tali da far emergere un profilo di vita sacerdotale ecclesiale attuale e valido anche per il presente. Ritengo che il servizio sacerdotale – scrive il cardinale nel libro di Mariani – nelle diverse forme in cui essa si esprime a seconda della chiamata specifica ricevuta nella Chiesa, possa essere un luogo e un tempo preziosi di crescita umana e spirituale e, al contempo, contribuire, come scrive Mariani, a raccontare la vita ordinaria della Chiesa da un’altra angolatura».
«I segretari che sono stati testimoni diretti della vita quotidiana di cardinali – scrive invece nella sua prefazione Angelo Comastri – hanno potuto raccogliere sfumature, sentimenti, delicatezze, sofferenze, che l’occhio esterno non poteva vedere. Mi ha colpito molto la testimonianza di monsignor Paolo Ristori, segretario del cardinale Ermenegildo Florit. L’immagine che viene fuori è molto diversa da quella che ufficialmente è stata commissionata dalla stampa… e oltre. Tutte le testimonianze arricchiscono di particolari inediti la vita degli arcivescovi di Firenze. Grazie a Franco Mariani per aver raccolto questi particolari di storia nascosta, che meritano di essere conosciuti. Solo così il quadro più completo e, pertanto, il giudizio più sereno e più rispondente alla verità dei fatti e delle persone».