Da partigiani a prigionieri di guerra

Premio letterario Raccontami una storia

Quando gli uomini della Storai tornarono in Val di Bisenzio era la fine di aprile. Naturalmente tutti cercarono di nascondersi alla meglio, per non essere catturati dalla GNR o dai tedeschi. La maggioranza ci riuscì, valga per tutti l’esempio di Bruno Fattori che, come ha raccontato il padre Adelindo, scendendo dal Falterona si recò a Bagno a Ripoli da una parente che lo rifocillò e lo rivestì; successivamente si nascose in una capanna costruita nei boschi di Maglio e poi presso la fattoria Spranger di Sofignano, da dove, nel giugno successivo, poté aggregarsi alla nuova formazione costituita ai Faggi di Iavello.
Purtroppo alcuni non furono altrettanto fortunati e furono catturati, anche grazie a qualche spiata: fra questi vanno ricordati Gracco Giustini, Giordano Pini, Mario Vella, Foscaro Ciampi, Giordano Vignolini e Renzo Castellani, tutti presenti nel primo elenco della formazione Storai compilato nell’ottobre del 1944 da Carlo Ferri.
Giustini ha raccontato di essere stato arrestato nei primi giorni di maggio (in realtà era il 7 maggio e lo arrestarono gli stessi che catturarono Maurilio Franchi), a La Briglia, di essere stato condotto a Firenze a Villa Triste (il regno di Carità) e poi alle Murate. Di essere stato spedito in Germania, secondo un’ordinanza di Mussolini che sospendeva le fucilazioni in cambio della disponibilità ad arruolarsi nelle truppe italiane che si stavano organizzando per partecipare alla guerra contro gli alleati, e di essere stato assegnato alla divisione Italia (così ricordano Giustini e Giordano Pini; in realtà si trattò, probabilmente, di una applicazione estensiva del decreto, emanato il 18 aprile 1944 dal governo di Salò, che prevedeva la fucilazione alla schiena dei militari che s’erano uniti ai partigiani, sospendendo la pena per chi si fosse presentato entro trenta giorni). Tornò in patria nel febbraio 1945 e, schierato sulla Linea Gotica, in Garfagnana, disertò immediatamente, consegnandosi agli alleati. Più o meno lo stesso accadde agli altri sopra citati, ma Foscaro Ciampi non riuscì a passare le linee, fu catturato dai fascisti e fucilato nei pressi di Bagni di Lucca.
Tutti i sopravissuti si trovarono, dopo varie peripezie, nel campo di prigionia di Aversa, perché non avevano potuto dimostrare la loro appartenenza a una formazione partigiana e furono considerati prigionieri di guerra. Furono liberati solo dopo il 25 aprile 1945, grazie all’interessamento di Angiolo Menicacci, che coinvolse Togliatti in persona, guardasigilli del governo Parri.

Giuseppe Gregori