Daniele De Rossi al tiro

Il gigante

Raccontami una storia premio letterario

Il giorno è venuto. L’arena è pronta. Il pubblico, il tuo pubblico in attesa. Un’attesa incredula, quella di chi non riesce a comprendere, quella di chi non accetta che un amore possa finire. Così. A troppa poca distanza da un’altra grande perdita non ancora metabolizzata. Non c’è un senso. Non c’è gratitudine. Ma non ci sono due pesi e due misure.
Tu Daniele entri. A testa alta. Fiero di chi sei. Di quello che hai dato. Nel cuore forse l’amaro e la delusione di un’ingiustizia. Per un grande amore che poteva continuare ad essere vissuto. Per un rapporto che è stato reciso prematuramente.
Ma non piangerai per questo. Non verserai una lacrima.
Non destabilizzerai chi ami con il tuo rancore, con la tua sofferenza.
No.
Tu compari per rendere omaggio. Per ricevere l’amore che meriti. A testa alta. Lasciando che sia il silenzio ad esaltare la tristezza del tuo addio. O del tuo arrivederci.
Ma intanto Roma perde il suo gladiatore. Massimo esce di scena. I leoni sono lontani. Sarebbe stato uguale per te. Nessuna soddisfazione darai a chi non ha ripagato il tuo amore. L’amore del tuo pubblico ti ripaga di tutto. Sei li per loro.
A testa alta.
Rispettoso di tutti. Rispettoso di te stesso. Della tua storia. Del tuo grande amore.
Grazie Daniele De Rossi per questo spettacolo cui ci hai fatto assistere. Grazie al campione che sei stato e che sei. Grazie per averci fatto vedere come si comporta un leader. Un capitano. Ma soprattutto per lo spettacolo esemplare cui ci hai fatto assistere. Su come si possa essere un gigante nel cuore. Ricordandoci che cosa sia un uomo. Un grande uomo.

Giuseppe Deiana