Nessuna titolarità del presidente o della giunta regionale in relazione all’atto contestato da Greenpeace. È quanto precisano gli uffici regionali in relazione alla notizia dell’esposto per danno erariale presentato da Greenpeace alla Corte dei Conti sulla questione delle ecoballe disperse nelle acque del golfo di Follonica, e in particolare sullo svincolo di una fideiussione. L’atto, che risale al novembre 2016, è stato firmato in piena autonomia dall’allora dirigente competente per legge Andrea Rafanelli, attualmente non più dipendente della Regione Toscana. In questi casi di trasporti trasfrontalieri, la fideiussione è prestata a favore del Ministero dell’Ambiente a cui la suddetta nota di svincolo fu trasmessa per conoscenza. Nessuna informazione fu data invece al direttore competente, né all’assessore né tanto meno al presidente. Al Ministro Costa, che nell’agosto 2018 domandò chiarimenti in merito all’atto di svincolo, la Regione ha risposto inoltrando l’istruttoria svolta dalla struttura dell’allora dirigente.

Quanto alla questione complessiva del recupero delle ecoballe, gli uffici precisano che, pur non avendo nessuna competenza diretta, la Regione Toscana e ARPAT si sono messe a disposizione del Commissario Straordinario Governativo che ha provveduto ad individuare la localizzazione delle eco-balle in mare. Lo scorso marzo, sentita la Protezione civile, questa Regione ha chiesto che fosse dichiarato lo stato d’emergenza nazionale per dare al commissario Caligiore le deroghe per velocizzare i lavori di rimozione.

In aprile la protezione civile ha risposto dicendo che non era possibile riconoscere lo stato d’emergenza nazionale perché l’origine della criticità non è un fenomeno naturale ma antropico. A maggio, in accordo col ministero dell’ambiente, la Regione ha convocato un incontro da cui è scaturita la richiesta di rivalutare la concessione dello stato d’emergenza nazionale. In seguito a questo incontro è partita una lettera del presidente con una nuova richiesta formale della dichiarazione di stato d’emergenza nazionale.

«Poiché dopo 5 anni oltre 60 tonnellate di rifiuti giacciono ancora nel fondo del mare e lo Stato italiano non è stato in grado di rimuoverle – commenta a questo proposito il presidente Enrico Rossi – Benché la Regione Toscana non abbia competenze specifiche chiedo ancora una volta che il governo faccia un decreto nel più breve tempo possibile conferendo a me i poteri commissariali e adeguati strumenti per intervenire. È una vergogna che attorno a questa vicenda si perpetui troppa incertezza dei poteri».