Emilio Solfrizzi sale sul palco del Teatro Aurora di Scandicci giovedì 27 febbraio (ore 21.15) con un brillante monologo ispirato al tennista Federer. Dopo i due sold-out registrati con il recital di Stefano Massini e con lo show del Mago Silvan, la rassegna Auroradisera, organizzata dal Comune e dalla Fondazione Toscana Spettacolo onlus, propone adesso ROGER, scritto e diretto da Umberto Marino.

Solfrizzi torna così a lavorare con il drammaturgo e sceneggiatore che aveva scritto il suo primo film, La Stazione, diretto da Sergio Rubini (1990). Si avviava così la carriera cinematografia dell’attore, che in seguito è tornato a lavorare con Rubini (La terra, Mi rifaccio vivo), all’interno di un percorso scandito da registi come Carlo Vanzina (Selvaggi, 2061, Un matrimonio da favola), Enzo Monteleone (Ormai è fatta!, El Alamein), Fausto Brizzi (Maschi contro femmine, Femmine contro maschi) e molti altri. Noto in tv per serie Tutti pazzi per amore o Amore pensaci tu, Solfrizzi non ha però mai lasciato il teatro.

ROGER, che ha debuttato al Napoli Teatro Festival 2018, nasce dall’omonimo romanzo dello stesso autore sul tennista svizzero e si affida completamente alla centralità della parola e dell’attore. Èun pretesto per mettere a confronto sublime e normale in un’immaginaria partita di tennis tra un generico numero due incarnato da Solfrizzi e l’inarrivabile numero uno: Roger Federer. La scena è asciutta, essenziale, contraddistinta soltanto da poche righe bianche e da due sedie, eppure il talento di Solfrizzi permette agli spettatori di vedere la pallina, il campo e persino l’arbitro. Non è presente alcun oggetto o effetto sonoro, in modo che tra l’attore e il pubblico non ci siano ostacoli fisici e l’immedesimazione sia ancora più forte.

Il tema riguarda tutti gli esseri umani: il rapporto dell’uomo con la divinità. La parola “Dio” compare solo alla fine, ma sembra scaturire dal profondo, dalla percezione di un’inevitabile sconfitta. Sfidando il campione, Solfrizzi sa che perderà, ma è pronto a sfoderare umorismo e ironia, mettendo da parte ogni calcolo. L’eterno numero due indossa delle scarpe consumate dalla terra rossa e attende un Dio che non verrà, scoprendo i mille modi in cui un super atleta può umiliarne uno meno dotato. E così il palco vuoto si riempie di corpo e sudore, dissipazione e consumo di sé.

Auroradisera prosegue poi conla vera storia di Florence Foster Jenkins, la signora dell’alta società newyorkese, resa celebreda Meryl Streep e interpretata da Francesca Reggiani in Souvenir (martedì 10 marzo). Chiude la rassegna, venerdì 27 marzo, lo straordinario impasto comico-drammatico di Dario Fo e Franca Rame: Mistero buffo 50,interpretato da Mario Pirovano.