Il 22 settembre 1888 viene pubblcato il primo numero della rivista National Geographic, della National Geographic Society.

Il 13 gennaio 1888 un gruppo di 33 persone composto da scienziati ed esploratori si riunì al Cosmos Club, un club privato situato in Lafayette Square a Washington, con l’obiettivo di creare una società «per migliorare e diffondere le conoscenze geografiche». Dopo aver stabilito un regolamento e un piano per l’organizzazione, il 27 gennaio venne fondata la National Geographic Society.

Edizione del gennaio 1915

Il 22 settembre dello stesso anno vide la luce anche il primo numero della rivista della società. Si presentava come brossura scientifica, in copertina color terracotta, contenente tra gli altri un articolo di W. M. Davis su “Metodi geografici nella ricerca in geologia”, “La classificazione genetica delle forme geografiche”, di W. J. McGee e il racconto della pilota C. h. Marshall, sopravvissuta alla grande burrasca dell’11-14 marzo 1888.

Foto di Sharbat Bibi, ragazza afgana fotografata da Steve McCurry

Nel 1889 venne stampato il primo National Geographic con illustrazioni a colori, disegni a pastello in un articolo sul Nicaragua, e fu per la prima volta allegata una cartina, cosa che in seguito sarà un aspetto importante importante del periodico. Sempre grande valore è stato dato anche alla fotografia, elemento distintivo del mensile. Nel 1910 furono pubblicate ventiquattro pagine con fotografie della Corea e del Giappone. Fu solo nel 1896 che la rivista cominciò ad essere venduta nelle edicole, al prezzo di 25 cent, con uscite mensili.

L’adozione del riquadro giallo in copertina risale al 1910, mentre nel 1959 si decise di inserire in copertina anche una foto che avrebbe aiutato ad identificare il numero. Alcune copertine sono poi rimaste famose, come ad esempio quella che ritraeva una ragazza afgana, Sharbat Bibi, fotografata da Steve McCurry nel 1984, e pubblicata sulla copertina della rivista National Geographic Magazine del numero di giugno 1985. L’immagine divenne una sorta di simbolo dei conflitti afgani degli anni ottanta.. Era il 1927 quando il National Geographic pubblicò le prime fotografie a colori subacquee del mondo, che ritraevano i fondali della laguna delle Dry Tortugas, in Florida.

Nel gennaio 1979 fu allegato al numero anche un disco in vinile contenente i canti della megattera. Nel 1995 il mensile cominciò ad essere pubblicato in varie lingue ed oggi è pubblicato in venticinque idiomi. Esiste anche, dal 1998, un’edizione italiana, la National Geographic Italia, edita dal Gruppo L’Espresso, con un suo sito internet dal 2010. Dal dicembre 2010 il direttore del mensile italiano è Marco Cattaneo

Immagine d’apertura: copertina del primo numero della rivista National Geographic

Bibliografia e fonti varie

  • Chi siamo, su nationalgeographic.it, National Geographic.it. 
  • Robert M. Poole, Explorers House: National Geographic and the World it Made, 2004; reprint, Penguin Press, 2006, ISBN 978-0-14-303593-0
  • Stephanie L. Hawkins, American Iconographic: “National Geographic,” Global Culture, and the Visual Imagination, University of Virginia Press, 2010, ISBN 978-0-8139-2966-8, 264 pages. A scholarly study of the magazine’s rise as a cultural institution that uses the letters of its founders and its readers; argues that National Geographic encouraged readers to question Western values and identify with others.
  • Moseley, W.G. 2005. “Reflecting on National Geographic Magazine and Academic Geography: The September 2005 Special Issue on Africa” African Geographical Review. 24: 93–100.