Recensire libri è pratica diffusa nel web. Questo spazio è solo l’ennesimo contenitore a disposizione dei lettori. Perciò vorrei proporre, ogni tanto, un modo diverso di parlare di libri. Lo farò con delle brevi interviste a scrittori toscani. E voglio iniziare con Fausto Bagattini, nato a Prato nel 1978, laureato in Scienze politiche, un passato da collaboratore del “Tirreno” di Prato ed assessore alla Cultura del Comune di Montemurlo e un presente da cogestore, insieme alla moglie, di un caffè ristorante etiope a cui affianca l’attività di scrittore.

Dopo Portieri. Eroi di sventura adesso è arrivato Portieri. Figli di puttana, sempre per l’editore Ultra Sport. È chiaro che nutri un amore viscerale per il calcio e, in particolare, per il ruolo del portiere. Allora, anche se lo hai già spiegato molte volte, la prima domanda d’obbligo è: perché due libri sui portieri?

Bagattini con Buffon qualche mese fa (dal profilo Facebook dello scrittore)
Bagattini con Buffon qualche mese fa (dal profilo Facebook dello scrittore)
Ho iniziato la mia ricerca sulla spinta di una passione personale, quella per il ruolo del portiere, prima ancora che per il calcio stesso. Nel corso di questa ricerca ho scoperto storie incredibili, che mi sembrava giusto e divertente riuscire a raccontare. Un materiale umano e letterario talmente vasto, da richiedere due libri. Al di là dell’aspetto sportivo, ovvero raccontare la storia del calcio dall’epoca dei pionieri ad oggi, attraverso la lente di ingrandimento dei numeri 1, mi interessava indagare la vita dei protagonisti più o meno illustri, di quello che è il ruolo più folle e poetico, non solo del calcio, ma di tutti gli sport di squadra in generale, per fare emergere l’uomo oltre lo sportivo. Il portiere diventa così il paradigma della solitudine dell’uomo innanzi alla vita, perché nessun altro calciatore è appeso al filo della sorte, in nessun altro sport un singolo errore può condizionare non solo una carriera, ma in certi casi anche l’intera vita. È senza dubbio il ruolo più difficile, e la consapevolezza e l’accettazione di tale rischio, testimonia la follia, la spregiudicatezza, e l’eroismo di chi lo interpreta. Nel primo libro ho raccontato le sventure, in questo le follie.

I tuoi libri sono letti e giudicati con favore anche da persone non appassionate di calcio. Ad esempio, conosco molte donne, lontane dal mondo dello sport, che apprezzano i tuoi lavori. Ti aspettavi una simile accoglienza? E come ti spieghi un simile fenomeno?
Quando ho iniziato questo progetto ho sempre avuto chiaro l’intento di scrivere un libro di narrativa, non di narrativa sportiva. Per questo mi sono sforzato di mettermi nei panni di un lettore qualunque, non esperto di calcio, evitando la banalità della retorica e i luoghi comuni tipici del giornalismo sportivo, senza dare niente per scontato. Certo la risposta del pubblico femminile mi ha sorpreso, ma forse perché succube io stesso di pregiudizi. La verità è che le donne sono più curiose come lettrici e in grado di mettersi in gioco, anche solo per senso di sfida, se riesci a stimolare la curiosità o la fantasia la risposta arriva. In fondo le belle storie non hanno genere. Penso a mia madre che per mesi ha raccontato a tutti la storia di Willie Foulke, il primo portiere del Chelsea che pesava 150 chili, o la triste storia di Moacyr Barbosa, portiere brasiliano responsabile della tragedia del Maracanà, nella finale mondiale del 1950.

Fai parte della cerchia degli scrittori pratesi, sempre più numerosi. Che cosa pensi di questo fervore letterario in una città così colpita e trasformata dalla crisi di questi anni?
Che il giorno in cui questa città smetterà di guardare al proprio ombelico raccontando sempre e solo se stessa, smetterà di percepire come problemi i fenomeni della modernità, e si accorgerà che la sua vera ricchezza non è mai stata il tessile, ma la straordinaria composizione sociale, economica, culturale, etnica che la rendono, potenzialmente, una delle città più interessanti di Europa.

Per concludere, altra domanda d’obbligo: ci sono altri libri in cantiere?
Sì ho iniziato a scrivere un nuovo libro, ma è una sorpresa che farò a una persona a me cara, quindi non posso rivelare niente.

Portieri Bagattini

Luca Martinelli

Su Luca Martinelli, giornalista, scrittore, critico, conoscitore profondo del mondo dell’editoria, rinviamo al blog personale dedicato a Shelorck Holmes – libriconsherlockholmes.altervista.org – del quale ha per altro scritto nuove storie apocrife.