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Nishino Yukihiko  gentile, affabile, bello e seducente, sempre circondato da belle ragazze e donne. È il protagonista, raccontato proprio dalle sue donne, del romanzo di Kawakami Hiromi “I dieci amori di Nishino” (Einaudi, pp. 164, 18 euro), in cui quest’uomo tanto attraente quanto sfuggente viene ritratto ogni volta in una luce diversa. C’è chi lo descrive come mediocre a letto, chi come molto vorace. Eppure, le sue donne finiscono sempre con il lasciarlo: sedotte e abbandonanti, nel momento in cui si rendono conto che Nishino le tradisce o non le ama. Questo lungo racconto ha poco a che vedere con il mito, mai tanto di moda come ora, del bel narcisista manipolatore e spietato, che usa le donne e le abbandona con il cuore infranto. Le sue, di donne, sono belle, intelligenti, in carriera, e prive di particolari carenze affettive. In amore, non hanno paura di conquistare o rompere.

Nishino, seppur non ama, si duole di essere lasciato, e la separazione lo addolora, come addolora le sue donne.

Potrebbe essere un romanzo psicoanalitico, quello del consueto lutto, della perdita di un amore importante, che impedisce di amare ulteriormente, o forse concede uno spiraglio. Ma è piuttosto la storia, unica, di un uomo e del suo dolore, un dolore così profondo da atterrire chi ne viene a conoscenza. Un romanzo delicato, sobrio ed essenziale nella disamina di sentimenti e comportamenti, che nella dispersione dell’amore in rivoli effimeri, seppur potenzialmente duraturi, lo celebra con potente nostalgia.