Quell’agosto avevamo preso a frequentare un laghetto ai margini della Foresta Nera. Lo raggiungevamo in bicicletta. Uscite dalla città, attraversavamo un vasto meleto. Era deserto e pervaso da un odore marcescente. Il ronzare degli insetti era assordante. I corvi volavano bassi con un gracchiare stridulo, lacerante. Pedalavamo in fretta parlando a voce altissima per farci coraggio. Ma un velo scuro ogni volta si insinuava nei nostri cuori e la sua trama si infittiva quando entravamo nel buio della foresta. Era nerissima. Faticavamo a riconoscere il sentiero. Tacevamo e pedalavamo lente, assorte come di fronte a un mistero. Poi, improvvisa, si dispiegava la radura luminosa col suo stagno di smeraldo…

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Rosanna Malaspina