Il 7 agosto 1420 a Firenze inizia la costruzione della cupola del Duomo, opera del celebre architetto Filippo Brunelleschi.

Al termine della costruzione questa era la cupola più grande del mondo e rimane tuttora la più grande cupola in muratura mai costruita (il diametro massimo della cupola interna è di 45,5 metri, mentre quello dell’esterna è di 54,8). Grazie alla fondamentale rilevanza che essa ha rivestito per il successivo sviluppo dell’architettura e della moderna concezione del costruire, essa è tutt’oggi considerata da alcuni la più importante opera architettonica mai edificata in Europa dall’epoca romana

L’attuale edificio del Duomo fu iniziato nel 1294-1295 e la base del tamburo della cupola fu pronta già nel 1314-1315; tuttavia all’inizio del ‘400 ancora nessuno si era posto seriamente il problema di trovare una soluzione per la copertura. Nel 1418 l’Opera del Duomo bandì un concorso pubblico per la costruzione della cupola. In seguito al concorso, che pure ufficialmente non ebbe vincitori, Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti furono nominati capomaestri. Il 7 agosto 1420 ebbe inizio la costruzione della cupola, che fu completata fino alla base della lanterna il primo agosto 1436.

Il grandioso cantiere aprì i battenti all’indomani della stesura del cosiddetto “dispositivo” del 1420, attribuito allo stesso Brunelleschi, in cui si esponeva il modo con il quale si sarebbe dovuto chiudere il tamburo e si precisavano per punti salienti le modalità di costruzione. In sostanza, si trattava di un singolare “programma dei lavori” che sintetizzava in poche righe la struttura, la forma e le dimensioni del manufatto, ma più che esprimere un’intenzionalità programmatica, Brunelleschi enunciava il progetto impartendo disposizioni esecutive. In quei dodici punti da lui elencati non solo era contenuta già l’opera finita, ma vi erano persino indicate quelle variazioni, incidenti e aggiunte che si sarebbero dovute fare: era stato previsto, per esempio, l’inserimento nelle pareti della Cupola di numerosi anelli di ferro per sostenere le impalcature sulle quali avrebbero lavorato gli autori degli affreschi. Nel 1425 Ghiberti venne estromesso dai lavori, che passarono interamente in mano a Brunelleschi. Il cantiere procedette così senza apprezzabili interruzioni, fino a quando, nell’agosto del 1436, venne infine celebrato ufficialmente, con la solenne benedizione di papa Eugenio IV, il completamento della fabbrica. La consacrazione fu solennizzata dall’esecuzione in prima mondiale del celebratissimo mottetto isoritmico di Guillaume Dufay Nuper chiamato rosarum flores, con riferimento appunto allo stemma di Firenze e alla dedicazione della basilica a Santa Maria del Fiore.