Intervista. Pasquale Leonardo candidato "avvertito" ed escluso

Intervista. Pasquale Leonardo candidato "avvertito" ed escluso

Raccontami una storia premio letterario

L’annuncio, avvenuto con modalità assai poco gradevoli e denunciato dal destinatario, si è tradotto in realtà. Pasquale Leonardo, medico, non sarà candidato dal Pd nella circoscrizione pratese. La sua. Lo ha deciso la Direzione regionale del partito, sostituendolo questa mattina con Lorenzo Marchi, consigliere del sindaco Matteo Biffoni, indicato dalla segreteria toscana del Pd. Inquietante, così come riferite da qualche giorno su Facebook dal diretto interessato, l’avvertimento ricevuto. Qualcuno si era nottetempo introdotto nell’auto dell’ormai ex candidato e, previo furto del computer portatile, gli aveva lasciato la lettera nella quale veniva invitato a farsi da parte. Cosa che, sia pure contro la volontà del medico, si è in qualche modo avverata. Che qualcuno sapesse già qualcosa? O che si tratti di qualcosa di ancora più intricato?

Dottor Leonardo, si aspettava questa esclusione?
«No. È vero che fin dai primi momenti alcuni amici mi dicevano “tanto ti butteranno fuori”. Ma non ci ho mai creduto. Ero convinto che il Pd non lo avrebbe fatto. Avevo creduto in Renzi, per quanto non mi consideri renziano. E pensavo che il Pd fosse comunque un partito di tutti».

Pochi giorni fa le è stata recapitata la lettera di minaccia…
«A questo punto, non la considero più una minaccia ma un’indicazione. Ritirerò la denuncia. Quello che è accaduto è grave e a ritenerla una minaccia, in definitiva, l’ho sottovalutata. Ormai, considero il suo autore un amico».

Perché l’esclusione?
«Ho raccolto firme vere, che ho iscritto nel cuore una a una. Ho presentato un programma, nel quale Prato veniva trasformata in città tecnologica e città pilota. Una città senza incidenti, in cui il costo dell’energia è ridotto del 50%: tutto possibile se a impegnarsi sono Comuni o Regioni anziché multinazionali. Ho avanzato richieste serie e concrete, su questo piano e non solo, visto che costruiranno un aeroporto il cui impatto andrà compensato. Ho pensato di raccogliere 15.000 preferenze. Ed evidentemente ho fatto paura».

Da qui, la decisione odierna.
«Sì. Sono stato soppresso. Succedeva negli stati etici, e l’ultimo esempio è quello dello stato di Mussolini, che chi presentava idee diverse venisse soppresso. Certo, sono stato soppresso politicamente, non dal punto di vista fisico».

E adesso?
«La mia sfida è a Renzi. Lo sfiderò in tv, se avrà il coraggio di presentarsi. Lo sfiderò sulle idee, sulle proposte, su temi concreti».

Addio Pd?
«Non sono io a lasciare il Pd. È il Pd che ha lasciato me. A me non resta che restituire la tessera a chi non mi vuole e non mi ha permesso, prima di escludermi, di misurarmi su idee e programma».

Che cosa farà?
«Non m’interessa fare il consigliere regionale. Farò il medico. Non lascerò però perdere il programma – messo a punto con tecnici sia in campo ambientale che medico che della mobilità – che ritengo in grado di rilanciare Prato e di renderla città pilota in Italia e in Europa».

Cercherà un partito o un movimento?
«Chi si riconosce nei valori in cui credo ed è rimasto deluso dal Pd è invitato. Intendo creare il Pvd, il Partito veramente democratico, non solo per Prato ma per l’intera nazione».

Prudente, per non dire ben distante dai tempi in cui segretari e segreterie si dimettevano in casi simili, anche senza fatti misteriosi di mezzo, la reazione del Pd pratese. Resta la contrarietà, espressa nella riunione regionale, del segretario provinciale Gabriele Bosi. Per il resto, una pur amara presa d’atto.
Più combattivo che mai è invece il dottor Leonardo. Intanto ha iniziato a muoversi e ha coniato l’acronimo Pvd: Partito veramente democratico. Lo registrerà.

Fabio Barni