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L’invenzione della razza. L’impatto delle leggi razziali in Toscana

Raccontami una storia premio letterario

La persecuzione razziale, dalle premesse normative agli effetti concreti sulle istituzioni che le accettarono e sulle vite di chi le subì. In occasione del Giorno della Memoria, l’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, in collaborazione con l’Università di Firenze, organizza giovedì 24 e venerdì 25 gennaio “L’invenzione della razza. L’impatto delle leggi razziali in Toscana”, iniziativa che conclude idealmente la ricorrenza degli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia celebrata lo scorso anno. Il convegno si aprirà giovedì 24 gennaio, alle ore 15.30 nell’Aula Magna dell’Ateneo fiorentino (piazza San Marco, 4 – Firenze).

“Il convegno – spiega il presidente della Colombaria Sandro Rogari, che assieme al rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei aprirà i lavori – approfondirà i motivi e le modalità con le quali il regime fascista attuò prima la discriminazione e poi la persecuzione nei confronti degli ebrei e i drammatici effetti sul mondo della scuola e dell’università”.

Dopo la relazione introduttiva di Michele Sarfatti, seguiranno quelle sulla legislazione antiebraica e sui precedenti normativi di Paolo Caretti e Saverio Gentile. Una parte del convegno sarà dedicata alle memorie della persecuzione, con interventi e testimonianze di Lionella Neppi Modona Viterbo, Gigliola Sacerdoti Mariani, Daniele Olschki e Ida Zatelli.

Il convegno proseguirà venerdì 25 gennaio (dalle ore 9.30, sede della Colombaria – via Sant’Egidio, 23 Firenze) con un focus sull’applicazione delle leggi razziali in Toscana. La prima sessione, coordinata da Francesco Margiotta Broglio, sarà dedicata all’impatto delle leggi razziali su istituzioni, economia e società. Nel pomeriggio, Maurizio Torrini presiederà quella dedicata all’impatto su scuola, istituzioni culturali e università e sugli studenti e i docenti vittime delle leggi razziali. Il programma completo dell’iniziativa è disponibile online.

Nei giorni successivi, proseguiranno per l’Università di Firenze le iniziative per il Giorno della Memoria.

Lunedì 28 gennaio

Lunedì 28 gennaio, alle 9, il rettore Luigi Dei ricorderà gli universitari fiorentini allontanati da aule e cattedre a seguito delle leggi razziali, davanti alla lapide che si trova nell’atrio del Rettorato, con la deposizione di una corona di alloro (piazza San Marco, 4).

A seguire, in Aula Magna, la Compagnia teatrale universitaria ‘Binario di Scambio’ diretta da Teresa Megale, terrà una lettura intitolata “Etty, cuore pensante”, tratta dai diari della deportata olandese Etty Hillesum, scritti tra il 1941 e il 1942. L’intervento, con la regia di Stefania Stefanin, sarà accompagnato al violino da Gabriele Centorbi, direttore dell’Orchestra dell’Ateneo.

Giovedì 31 gennaio

A una vicenda storica poco nota la fuga di circa 18.000 ebrei europei verso la Cina durante gli anni ’30, sarà dedicata poi la mostra “Ebrei in Cina durante il secondo conflitto mondiale. Shanghai, città rifugio dalle persecuzioni razziali”, organizzata dall’Istituto Confucio presso l’Università di Firenze, in collaborazione con l’insegnamento di lingua e letteratura Ebraica Unifi tenuta da Ida Zatelli, il Center of Jewish Studies di Shanghai, lo Shanghai Jewish Refugees Museum e la Comunità Ebraica di Firenze e con il patrocinio del Comune di Firenze.

L’esposizione verrà inaugurata giovedì 31 gennaio, alle ore 15.30, presso la Colombaria (via Sant’Egidio, 23). La mostra, che sarà visibile fino al 28 febbraio 2019, propone un’accurata documentazione – tra lettere, testimonianze e fotografie – che illustra le vicende e la vita degli ebrei nel quartiere di Hongkou a Shanghai.

All’inaugurazione si accompagnerà un convegno – sempre alle 15.30 – che racconterà la storia millenaria degli ebrei in Cina e le vicende che portarono gli ebrei da tutta Europa verso l’unico porto al mondo pronto ad accoglierli senza visto. Maggiori informazioni sul convegno e sull’esposizione sono disponibili online.