Il 27 Novembre 1990 l’Italia firma gli accordi di Shengen, detti anche l’acquis di Schengen, sulla libera circolazione dei cittadini tra i vari paesi europei firmatari degli accordi.

Obiettivo degli accordi di Shengen è favorire la libera circolazione dei cittadini e la lotta alla criminalità organizzata all’interno dello Spazio Schengen, mediante l’abolizione dei controlli alle persone alle frontiere interne tra gli Stati partecipanti e la costituzione di un sistema comune di controllo alle frontiere esterne.

Gli accordi prevedono inoltre una cooperazione giudiziaria e di polizia rafforzata per la lotta alla criminalità, la possibilità per le forze di polizia di intervenire in alcuni casi anche oltre i propri confini (per esempio durante gli inseguimenti di malavitosi) e l’integrazione delle banche dati delle forze di polizia in un database unico, il Sistema di informazione Schengen (SIS).

Al 2014, lo Spazio Schengen comprende 26 paesi che applicano integralmente l’acquis di Schengen (22 Stati membri dell’Unione europea e quattro Stati associati). La frontiera esterna dello Spazio Schengen (per l’80% marittima e per il 20% terrestre) è lunga più di 50 000 km e comprende centinaia di valichi di frontiera aeroportuali, marittimi e terrestri

L’acquis di Schengen si basa sull’Accordo di Schengen (14 giugno 1985) e sulla Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen (19 giugno 1990), firmati dai tre Stati del Benelux, dalla Germania e dalla Francia.

Alla convenzione hanno aderito successivamente diversi Stati membri dell’Unione europea: Italia (1990), Spagna e Portogallo (1991), Grecia (1992), Austria (1995), Danimarca, Finlandia e Svezia (1996).

Il trattato di Amsterdam, entrato in vigore il 1º maggio 1999, ha incorporato il sistema Schengen nell’ambito dell’Unione europea; con la decisione 1999/435/CE del Consiglio dell’Unione europea del 20 maggio 1999 è stato adottato quindi l’elenco degli elementi che compongono l’acquis di Schengen.

Per quanto riguarda l’eliminazione dei controlli alle frontiere degli Stati dell’UE che hanno aderito all’acquis di Schengen devono attendere la decisione del Consiglio dell’Unione europea.

Anche due paesi terzi, l’Islanda e la Norvegia, fanno parte dello spazio di Schengen dal 1996. La loro partecipazione al processo decisionale è tuttavia limitata. La Svizzera ha aderito per le frontiere di terra il 12 dicembre 2008. Il Liechtenstein ha aderito il 19 dicembre 2011. Per tutti questi paesi rimangono in vigore i controlli doganali (sulle merci, anche se trasportate sulla persona).

I nuovi paesi membri UE dal 2004 e dal 2007 sono obbligati a entrare nello spazio Schengen, ma per quattro di essi l’accordo non è ancora entrato in vigore: gli altri paesi UE hanno ottenuto un periodo transitorio prima di avviare la libera circolazione delle persone, inoltre i nuovi paesi membri devono dotarsi di tutte le infrastrutture adeguate a implementare il sistema di informazione Schengen