James Purdy e i suoi malati che si credono sani

Premio letterario Raccontami una storia

Nel racconto Marito e moglie un uomo torna a casa e dice di esser stato licenziato per scarsa virilità. In Taglio moderno troviamo l’impossibilità di due genitori nell’accettare, pensate un po’, che il figlio si è fatto crescere la barba. Oppure è il nome assunto da sposata, nel racconto che dà il titolo al volume, il vero problema di un’esistenza, “non si addice al mio carattere.”

E così per tutti gli altri racconti di questa raccolta, all’apparenza anacronistici e didascalici, di James Purdy (Hicksville 1914 – New York 2009), è l’amplificazione la via più veloce per giungere alla verità , una verità spesso drammatica intrisa di un’ironia feroce verso tutti i tentativi, da parte dei personaggi di queste storie, di coprire le proprie debolezze e inadeguatezze, di dissimulare i propri malesseri. James Purdy è la loro cattiva coscienza di malati che si fingono sani, forse anche per questo condannato a essere un maestro nascosto della narrativa americana, scrive l’editore nella nota biografica del nostro, “molto conosciuto come scrittore poco conosciuto”.

Non chiamarmi col tuo nome, di James Purdy, Racconti Edizioni 2018.

Lorenzo Mercatanti