La Curva del fiume – Raisa

Premio letterario Raccontami una storia

Polvere rossa. Nell’aria pulviscolo color tramonto. Piedi scalzi inciampano nei vestiti. Polvere sulle capanne, mescolata al fango spalmato sulla pelle per proteggerla.

Un serpente color sangue. Si srotolava nel deserto arido, costellato da spine, sassi e crepe. Un sentiero ci portava alla pozza. Acqua rossa e avara. Bestie, uomini. La sete, castigo per tutti.

Era larga come un paio di salti. A volte il colore virava in arancio, da quel rosso statico e uguale. Quella pozza, bisognava vederla per capirne il colore, bisognava vivere lì per comprenderne il valore. Si raschiava con il secchio o con la ciotola e si aspettava che il fango si depositasse di nuovo sul fondale per tirar su, giusto quella che stava in un palmo.

Allargavamo le ginocchia mentre ci piegavamo per raccogliere un po’ di quel liquido prezioso. Acqua benedetta, che sapeva di terra, di polvere e di urina di vacca.

Il fiume, di cui raccontava la mamma, non c’era più: solo un rivolo che rotolava prepotente nelle stagione dell’ira di Dio.

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Rosanna Franceschina