Il lockdown dovuto all’epidemia di Covid-19 non ha visto solo un numero di morti preoccupante, ma anche, per un cospicuo periodo di tempo, la morte sociale e culturale. Per questo il ritorno, seppur in forma prudente, al mondo a noi noto, costituisce un evento apprezzato anche più di prima, in particolare nella città di Bergamo, provata dall’epidemia.

Qui ha aperto il 9 luglio al Gamec, per protrarsi fino al primo novembre, la mostra del celebre artista francese Daniel Buren: Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati, presso lo storico Palazzo della Ragione, sede estiva della Galleria per il terzo anno consecutivo, e precisamente nella Sala delle Capriate. Per il sindaco, Giorgio Gori, questa mostra rappresenta il segnale dell’uscita dalla fase critica.

Opere di David Buren a Bergamo
Foto Lorenzo Palmieri

Esponente di spicco dell’Institutional Critique – la tendenza all’interrogazione critica delle istituzioni artistiche emersa intorno alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso – Daniel Buren ha utilizzato per la prima volta nel 1965, come supporto per la propria pittura ridotta al grado 0, una tenda da sole, il cui motivo a bande verticali bianche e colorate di 8.7 cm è divenuto, da quel momento in avanti, un dispositivo visivo utilizzato dall’artista in buona parte lavori, anche in forma di drappi e colonne, e alternato a specchi e dispositivi colorati.

La mostra nasce dalla fascinazione dell’artista ottantaduenne per la particolare rifrangenza della fibra ottica, utilizzata in pannelli a colori vivaci che ridefiniscono lo spazio della Sala delle Capriate, irraggiando luce e colore, e proponendo nuove prospettive in dialogo con gli affreschi, qui collocati negli anni Ottanta.

Nel suggestivo contesto della Sala delle Capriate, i tessuti luminosi di Buren – presentati per la prima volta in un museo italiano – ridefiniscono gli ambienti storicamente destinati all’amministrazione e all’esercizio della giustizia cittadina, gettando “nuova luce” sulle antiche forme del Palazzo e sugli affreschi in esso conservati, staccati dalle facciate delle case e dalle chiese dell’antico borgo urbano e qui collocati negli anni Ottanta del Novecento.

“L’apertura della mostra di Daniel Buren a Palazzo della Ragione è il segno più visibile della volontà della GAMeC di essere vicina alla comunità di Bergamo anche in questa delicata fase di ripartenza” – dichiara il Direttore Lorenzo Giusti. L’appuntamento si affianca infatti alle attività promosse dalla Galleria nelle ultime settimane e pensate per le diverse fasce di pubblico, tra le quali il Campus per ragazzi (The Museum is Present) negli ambienti del museo e gli spettacoli di Radio GAMeC Real Live ospitati nel cortile.