La Primavera del Centro Pecci Books Voci, scritture e immagini del contemporaneo

Giovedì 11 maggio h.18.30Agnese Pini – Un autunno d’agosto (Chiarelettere 2023) in dialogo con Giorgio Bernardini

Prosegue la programmazione di Centro Pecci Books con quattro incontri, tutti al femminile, dalla metà di aprile alla metà di giugno: quattro appuntamenti in esclusiva, quattro novità editoriali – tutte datate 2023 – appena arrivate in libreria, quattro Autrici tra narrazione e ricerca.

Una storia intima, avvincente e drammatica, che è anche un viaggio nel nostro presente, tra nuove guerre ad un passo dall’Italia e l’ombra del fascismo con cui il nostro Paese non ha mai davvero fatto i conti.

Un romanzo che ci porta in un’altra epoca, una grande occasione per pensare, accompagnati dalla ricostruzione toccante e sempre lucidissima di un’autrice che non ha mai smesso di interrogarsi profondamente su quei fatti e che sa orchestrare con grande talento una narrazione destinata a lasciare il segno in chiunque la leggerà.

Toscana, agosto 1944, in un piccolo paese lungo la Linea gotica si consuma una delle stragi più efferate della Seconda guerra mondiale. Il paese si chiama San Terenzo Monti e non è oggi un museo della memoria senza più abitanti come Sant’Anna di Stazzema. Tutt’altro. Alle ultime elezioni oltre il 50 per cento dei voti è andato a Fratelli d’Italia. Ma come è possibile che un partito la cui storia e le cui radici si rifanno a quelle del partito fascista possa imporsi in un luogo che dal nazifascismo ha subito uno dei colpi più violenti?

Agnese Pini ritorna a quell’“autunno d’agosto” del 1944 a partire da una storia intima e personale, poiché una parte della sua famiglia è stata vittima di quella strage. In un racconto avvincente e drammatico, con una scrittura precisa, ci porta dentro una vicenda incredibile: le 159 vittime di San Terenzo diventano nomi e storie toccanti e indimenticabili. Tra cui quella di una bambina che sarà colpita insieme alla madre e al padre ma non perderà la vita: svenuta, si ritroverà sotto una coltre di corpi ammazzati. Sono storie terribili, drammatiche ma sono la nostra storia. Quella storia con cui non siamo riusciti a fare i conti fino in fondo. Oggi che la guerra è tornata a un passo da noi e che torniamo a leggere di stragi efferate di civili; oggi che l’Italia vede al governo una classe politica che esplicitamente si richiama al fascismo, questa storia ci parla di noi.

Agnese Pini (Carrara, 1985), la passione per il giornalismo le arriva quando è appena adolescente, in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001, impressionata dai punti di vista espressi negli interventi di Oriana Fallaci, Enzo Biagi, Dacia Maraini e Tiziano Terzani. Nel 2007 inizia la sua collaborazione con la redazione di Carrara della Nazione, il principale quotidiano della Toscana. Nel 2009 supera l’esame da giornalista professionista ed è ammessa alla Scuola di giornalismo «Walter Tobagi» dell’Università Statale di Milano ma sette mesi dopo interrompe gli studi per rispondere alla chiamata del quotidiano Il Giorno. Torna alla Nazione nel giugno del 2016 e l’anno successivo è chiamata nella sede centrale di Firenze, dapprima come vice capocronista e poi come vicedirettrice del quotidiano nel maggio 2019. Dal 1º agosto 2019, a 34 anni, dirige La Nazione: è la prima donna nella storia del quotidiano. Dal 1º luglio 2022 assume anche la direzione de Il Giorno, Il Resto del Carlino e Quotidiano Nazionale, diventando così direttrice a soli 37 anni di quattro testate che superano le 552mila copie di tiratura. Tra i vari riconoscimenti ricordiamo