L’oblio mediatico sulle zone del cratere del centro-Italia non corrisponde al superamento dell’emergenza sociale ed economica dei comuni colpiti dal sisma dal 24 agosto scorso.

Mentre il dramma resta ancora ammucchiato in cumuli di macerie ai lati delle strade e larga parte degli impianti – compreso quello idrico – sono inutilizzabili per la contaminazione con agenti tossici – fra i quali l’amianto- , oltre alla difficoltà di reperire acqua potabile, anche sul fronte della ricostruzione i dieci mesi trascorsi dal terremoto non hanno visto notevoli passi avanti. Sono appena una cinquantina infatti le sistemazioni d’emergenza (SAE) distribuite ad una platea di oltre duemila sfollati, nel solo caso di Amatrice.

Fin da subito, sul versante laziale – e in particolare ad Amatrice-, e poi su quello marchigiano – con un altro centro a Colli del Tronto – operano senza sosta le Brigate di Solidarietà Attiva, un’organizzazione mutualistica nata nel 2009 con il terremoto dell’Aquila, che da allora ha continuato ad intervenire nelle zone colpite da calamità, portando aiuti e realizzando spazi di socializzazione.

L’intento è quindi quello di aprire un confronto e una critica sistemica ai rapporti di produzione che strutturano l’organizzazione sociale attuale, affidandosi all’impegno delle brigate nelle zone colpite e al coordinamento orizzontale di più assemblee territoriali.

In un contesto in cui la dimensione privata – a cominciare dalla perdita di parenti e amici, fino alle proprie abitazioni… – è stata squarciata dal terremoto, e quella pubblica trema fra speculazioni, burocrazia e ordinanze d’emergenza; la mobilitazione delle Brigate provenienti da tutto il territorio nazionale – isole comprese – non è soltanto assistenzialismo o primo soccorso, ma raccoglie una critica politica al sistema di abusivismi, corruzione, incuria e mercificazione dei beni comuni, che vengono scoperchiate dalle calamità.

L’associazione si rivede in fatti nei valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo e dell’antimafia e opera principalmente per l’emancipazione e l’autodeterminazione delle popolazioni colpite dal terremoto che, come nel caso aquilano, vengono spesso alienate dalla militarizzazione dei luoghi e dalle ordinanze d’urgenza, impedendo così la partecipazione consapevole ai processi di ripresa della vita pubblica.

Passata la fase drammatica, le BSA continuano ad operare in entrambi i centri operativi con staffette solidali nelle frazioni più marginali, sportelli di consulenza legale per le popolazioni terremotate – grazie alla collaborazione degli avvocati di AlterEgo e al loro vademecum “OISSA” – e la realizzazione di una filiera solidale per la commercializzazione dei prodotti tipici provenienti dalle zone del cratere.

Negli ultimi giorni lo Spazio Solidale di Amatrice gestito dalle BSA ha avuto come referente un giovane pratese, fra i pochi concittadini per che si sono attivati sul campo fin’ora, ad aver visto per la prima volta da vicino il dramma di “un paesaggio come bombardato e la resistenza delle persone alla paura, ai disagi e alle politiche di spopolamento”.

Questa prima esperienza non vuole però restare isolata e, a fronte dell’incessante necessità di solidarietà, fervono già i preparativi per una serata benefit curata dal gruppo Sentieri Partigiani insieme alla realtà dell’Assemblea Sulla Stessa Barca, verso una prossima brigata pratese, diretta al campo di Amatrice nei mesi estivi.

T.C.