Dieci reperti di inestimabile valore storico e culturale provenienti dallo scavo archeologico di Poggio Colla, nei pressi di Vicchio, sono i protagonisti della mostra Scrittura e culto a Poggio Colla: un santuario etrusco nel Mugello. L’esposizione, inaugurata pochi giorni fa a Firenze dal presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, sarà aperta al pubblico a palazzo Panciatichi, in via Cavour, fino al 31 dicembre. L’iniziativa rappresenta un’anteprima assoluta: i ritrovamenti, infatti, sono ancora in fase di studio.

Scopo della mostra è far luce sulla storia più antica del santuario di Poggio Colla, nel cuore del Mugello. Proprio qui, nel luglio 2015, è stata rinvenuta una stele arcaica in arenaria che riporta iscritti caratteri etruschi. L’importanza del ritrovamento è legata non solo alla comprensione delle funzioni del sito nei secoli VII e VI a.C., ma soprattutto all’accrescimento delle conoscenze sulla lingua e la scrittura etrusche.
La pietra pesa 227 chili, è alta poco più di un metro e contiene 70 lettere leggibili e segni di punteggiatura. Faceva parte di un tempio sacro che 2500 anni fa venne distrutto per consentire la costruzione di un altro più grande. Oltre alla lunghezza, all’antichità e al contesto, è resa eccezionale dalla natura non funeraria: il testo fa riferimento, in particolare, al “luogo di Uni”, la più importante divinità femminile etrusca.

L’esposizione vanta altri pregiatissimi oggetti: frammenti di tazze in bucchero (uno riporta la più antica rappresentazione di parto nell’arte europea, l’altro è decorato con una coppia di leoni alati); un offerente in bronzo; vasi decorati che testimoniano la presenza di ricche élites già prima della costruzione del tempio; quattro figure in bronzo; una testa arcaica dai caratteri grecizzanti, probabilmente raffigurante una divinità; una base in arenaria di forma piramidale.

Il 27 agosto 1569 papa Pio V conferì a Cosimo I de’ Medici il titolo di Dux Etruriae: con lui si consolidò la tendenza, cominciata con Lorenzo il Magnifico, di far coincidere i confini della signoria medicea con quelli dell’antica Etruria. Gli Etruschi diventarono così capostipiti di una dinastia intenzionata ad ampliare i propri confini al di là dei limiti fiorentini. L’intento politico e quello culturale si alimentarono a vicenda, segnando la nascita dell’etruscologia. Proprio la data del 27 agosto è stata scelta come Giornata degli Etruschi ─ quest’anno posticipata per osservare il lutto nazionale decretato a seguito del terremoto che ha colpito il Centro Italia.

Organizzata dal Consiglio regionale della Toscana in collaborazione con la Soprintendenza di archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato e il concessionario di ricerca e scavo Mugello Valley Archaeological Project, la mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19, oltre al  sabato dalle 10 alle 12.
Per informazioni sulla mostra o sulle celebrazioni etrusche è possibile consultare la pagina www.consiglio.regione.toscana.it/default.aspx?nome=ETRUSCHI.

Annalisa Sichi