Nato agli inizi degli anni sessanta in una famiglia fortemente disagiata, terzo di treallaseconda figli, Pino non avendo potuto studiare non ha mai saputo calcolare quanti fratelli aveva, ma erano certo tanti se suo padre decise che l’unica salvezza era emigrare in Toscana a Prato, ridente cittadina (ma solo perché probabilmente aveva una paresi).

Saranno stati quattordici minuti tra il sì e il no che la famiglia Allu era arrivata in città, insediandosi in uno scantinato polveroso e pieno di ragnatele di fianco a una gora (canale dove le aziende scaricavano i gli scarti lavorativi liquidi più inquinanti mai visti sulla Terra), che il padre, decisamente più analfabeta del figlio, disse a Pino: “ Aaargggghheeeeeaaarrggh???” *

Pino chinò lo sguardo preoccupato.

Marco Torracchi

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