Le offrono riparo durante il lockdown e la violentano per giorni

Non sapeva più come uscire dall’incubo in cui era involontariamente piombata più di due settimane fa, quando si era fidata di uno sconosciuto che l’aveva avvicinata nei pressi della stazione di Rimini offrendole un riparo ed una sistemazione per fare fronte comune alle limitazioni di questi giorni. È terminata nella notte tra sabato e domenica scorsi, grazie all’intervento degli agenti della Questura di Rimini, la disavventura di una donna di origini straniere che, da oltre due settimane, era caduta in balìa di alcuni balordi che la trattenevano in un casolare di campagna abbandonato nella periferia riminese, abusando di lei e malmenandola.

Due notti fa, la donna è riuscita a mettersi in contatto con un suo conoscente residente in Puglia che, a sua volta, ha contattato gli uomini del Commissariato di Polizia di Gallipoli i quali, a loro volta, attivano i poliziotti riminesi. E verso le 2 di notte, sono partite da parte delle Volanti riminesi che, anche con l’aiuto del sistema di rintraccio della posizione del cellulare della donna, sono riusciti, con non pochi sforzi, a individuare un casolare sperduto in una zona di campagna, difficilmente raggiungibile, fuori dal quale quattro uomini erano intenti a scaldarsi e a bere davanti a un fuoco.

L’intervento dei poliziotti, massiccio ed immediato, è stato provvidenziale per rintracciare, all’interno di quel casolare abbandonato, senza elettricità, nè acqua corrente, né riscaldamenti, la donna che, nel frattempo, udito il trambusto di fuori, ne aveva approfittato per uscire sentendosi finalmente al sicuro.

La successiva ricostruzione dei fatti ha permesso di attribuire precise responsabilità a due dei quattro uomini che bivaccavano fuori dal casolare, utilizzato come riparo di fortuna, entrambi di origine rumena, in Italia senza fissa dimora, riconosciuti responsabili dalla donna, uno di ripetute violenze sessuali ai suoi danni e l’altro di ripetute percosse e minacce, tali da ingenerare un senso di soggezione e paura che non aveva permesso alla vittima, fino a quel momento, di intraprendere alcuna iniziativa per timore delle eventuali ripercussioni.

I due rumeni, rispettivamente di 52 e 36 anni, sono stati denunciati in stato di libertà e la loro posizione è adesso al vaglio, oltre che della magistratura riminese, anche del locale Ufficio Immigrazione per eventuali provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale.