Ci congratuliamo con la Polizia di Stato e la magistratura – scrive Liberi e Uguali Prato – per l’esito della brillante operazione antimafia che ha portato alla luce una inquietante gestione dei trasporti delle merci attraverso il sistema di intimidazione mafioso posto in essere con la commissione di efferati delitti.

Le mafie, di qualsiasi etnia, inquinano il tessuto sociale ed economico del territorio pratese togliendo spazio alla dignità della persona e al lavoro.

Era il 28 giugno del 2010 e nell’ambito dell’operazione Money2Money l’allora procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ebbe a dichiarare “in una realtà come Prato, alla luce dei reati commessi dai cinesi, assume una certa rilevanza il problema di ordine pubblico. La cronaca registra vari omicidi, scontri fra bande di tipo mafioso che hanno caratteristiche simile a quelle italiane”.

“Liberi e Uguali” nell’apprezzare il risultato investigativo indica contestualmente la pericolosità di una incessante condotta e la necessità che essa non debba più trovare terreno fertile in questa città ma che possa essere scardinata all’interno della comunità, sia cinese che italiana, attraverso un preciso impegno di tutta la collettività. Non si può delegare alle sole forze dell’ordine la lotta contro le mafie, deve essere un preciso intento della politica, degli amministratori locali e nazionali che devono sforzarsi di trovare tutti gli strumenti idonei perché il cittadino possa riacquisire la fiducia istituzionale. Dovranno essere ricercate al più presto le opportune risorse umane e finanziarie per potenziare l’intelligence piuttosto che assicurare una illusoria percezione di sicurezza come con l’inutile e dispendioso impiego dell’esercito voluto inopportunamente da un centro destra miope e interessato a spettacolizzare il delicato tema della legalità.

In questi ultimi anni la gestione della sicurezza, da parte degli amministratori è stata caotica, approssimativa e di facciata. Occorre riflettere e cambiare rotta: rinforzare i settori investigativi perché possano essere più fluidi nel percorso di annientamento delle mafie locali, e nell’interesse dell’intera città di Prato, dialogare e responsabilizzare la comunità cinese liberandola, con l’aiuto degli stessi connazionali, dalla morsa della mafia. Ciò favorirebbe il percorso di integrazione con il conseguente recupero dei naturali codici di civile convivenza e il riaffiorare della indispensabile fiducia istituzionale nella intera società pratese.