Il Misericordia e Dolce non c’è più. Non c’è più la parte nuova, a dirla per intero, del vecchio ospedale di Prato. Funzionale per quei tempi ma brutta come un ciclope in cemento calato dal cielo nel cuore della città, l’ospedale degli anni Settanta è sparito.Via i sei pieni, via la subito dietro, che al piano terra ospitava il pronto soccorso. Restano le macerie. Macerie che sono una miniera, nella quale si sta adesso lavorando per separare e recuperare i vecchi materiali: ferro da mandare in fonderia, un altro po’ d’alluminio, cavi di rame, cemento da avviare agli impianti che lo trasformeranno in nuovi materiali da costruzione, in particolare per realizzare strade.

Macchine e camion lavorano sotto il sole e la pioggia, un giorno dietro l’altro, e hanno già restituito un qualcosa che sembrava non esistere: l’aria. Difficile vedere la bellezza risorgere nel bel mezzo di un campo di pezzi di cemento armato, relative armature, metalli e gomme. Eppure, l’apparire del Convitto Cicognini, la luce sugli alberi, le mura non più assediate son già grande cosa. Il resto lo farà il parco urbano.

Basta però il sopralluogo di oggi a capire che la strada prescelta, fra diecimila intoppi e difficoltà, è quella buona. Perché ambulaturi, padiglioni ospedalieri, case e ammassi vari si possono costruire – più belli di quel che era il vecchio-nuovo ospedale – altrove. L’aria e il verde in pieno centro, con tanto di mura antiche, non è cosa da tutte le città.

Intanto, demoliti i palazzi, si ripulisce. Ecco le fotografie.

Le foto del cantiere del Misericordia e Dolce