Menarini, 150 milioni e 250 posti di lavoro per stabilimento Sesto Fiorentino

La Menarini, prima industria farmaceutica italiana con casa madre a Firenze e già presente in Toscana e in 136 Paesi nel mondo, realizzerà un nuovo polo produttivo da 40 mila metri quadri a Sesto Fiorentino, nell’area ex Longinotti. Si tratta di investimento da 150 milioni di euro, per oltre 250 posti di lavoro ed altrettanti nell’indotto; e per sostenere il programma di sviluppo – anzi, per far sì che possa procedere il più velocemente possibile, nel rispetto delle norme ma evitando il rischio di intoppi – è stato approvato e verrà firmato nei prossimi giorni un protocollo d’intesa tra Regione, Comune, Città metropolitana e azienda. Con l’accordo si dà il via ad un percorso pubblico-privato e si istituisce un tavolo permanente che dovrà coordinare tutti gli aspetti ambientali, urbanistici ed infrastrutturali legati alla realizzazione del nuovo insediamento.

«Abbiamo preso una decisione di cuore, condivisa con il CdA: privilegiare il nostro Paese, e  farlo subito, con un investimento di 150 milioni che dia immediatamente un contributo all’economia e all’occupazione», hanno commentato Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del board di Menarini.

La produzione farmaceutica italiana è la prima in Europa e vale l’1,8 per cento del Pil, ovvero qualcosa come 33 miliardi di euro. La filiera comprenda circa cinquemila aziende. Solo in Toscana ve ne sono più di trenta attive, venti gli stabilimenti produttivi, e la specializzazione nel bio-farmaceutico nel 2019 ha raggiunto livelli tali da confermare la regione come terzo polo nazionale del settore, dopo Lombardia e Lazio, con una produzione di circa 6 miliardi di euro per il 70 per cento destinato all’export e 16 mila addetti (il 10 per cento in ricerca e sviluppo) concentrati nelle aree di Firenze, Pisa, Lucca e Siena.

«Il progetto di Menarini assume una rilevanza strategica sia per il recupero di un’area industriale ormai ferma da tempo, sia per la tipologia di attività ed innovazioni sviluppate, sia infine per le ricadute occupazionali e per le opportunità che si apriranno per le piccole e medie imprese toscane – spiega il presidente della Regione, Enrico Rossi Sarà nostra cura orientarlo verso possibili forme di sostegno nazionali ed europee, oltre agli strumenti già a disposizione della Regione. La piattaforma di ricerca e produzione farmaceutica proposta dal gruppo rappresenta una sfida sia per il privato sia per il pubblico – continua Rossi – Reindustrializzare l’area ex-Longinotti comporta infatti la gestione di diverse complessità autorizzative e realizzative. Da qui la necessità di una tavolo di coordinamento lungo tutte le varie fasi dell’investimento, che come Regione mettiamo volentieri a disposizione assieme al Comune di Sesto Fiorentino e la Città metropolitana».

Il modello di lavoro è quello che in Regione Toscana è già stato tenuto a battesimo dieci anni fa con “Invest in Tuscany”, una struttura rafforzata poi nel 2016 e che fa capo direttamente alla presidenza della giunta regionale, snella e con una ricetta semplice, quella di proporsi come punto di riferimento per chi vuole investire in Toscana, garantendo risposte veloci e capacità di intermediazione, aiutando grandi aziende italiane e multinazionali a farsi strada tra norme, procedure e competenze spesso ripartite tra più amministrazioni, a beneficio anche delle piccole e medie imprese locali e del mondo della ricerca spesso coinvolti in simili progetti. Questo metodo di lavoro con investitori ed amministrazioni comunali, peraltro, è già risultato efficace con i progetti di investimento di altre imprese dello stesso settore proprio nel territorio di Sesto Fiorentino, in collaborazione con la Città Metropolitana di Firenze.

Il gruppo Menarini, che conta nel mondo oltre 17 mila dipendenti e sedici stabilimenti di produzione ma non si è dimenticato della Toscana dove è nato, nell’insediamento storico nella zona di Campo di Marte a Firenze ha creato infatti negli ultimi cinque anni più di trecento posti qualificati di lavoro per oltre mille unità in tutta la città. «Un sito sempre più rivolto ai settori della ricerca, dell’innovazione tecnologica e della gestione dello sviluppo nazionale e internazionale», sottolinea il sindaco metropolitano Dario Nardella.

Adesso, il nuovo investimento. «Il nostro territorio si conferma capace di attrarre investimenti e competenze e si avvia sempre più a diventare un distretto della farmaceutica di livello nazionale – rileva il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi – Siamo molto soddisfattiche una realtà industriale assai importante come Menarini confermi la volontà di investire a Sesto, permettendo il recupero di una vasta area industriale e creando nuovi posti di lavoro di grande qualità. Sosteniamo quindi con convinzione questo progetto e lo seguiremo con attenzione insieme agli altri livelli istituzionali coinvolti per facilitare tutti i passaggi autorizzativi necessari».