Mister Holmes, Sherlock come non lo avete mai visto

Premio letterario Raccontami una storia

Uscito nel Regno Unito alcuni mesi fa, finalmente “Mister Holmes” è arrivato anche nelle sale italiane. Se sperate di assistere a una canonica avventura dell’illustre investigatore, però, sappiate che questo film non fa per voi.
Lo Sherlock Holmes del regista Bill Condon ha ormai passato la novantina, si è allontanato dalla frenetica Londra e vive in un tranquillo villaggio sulla costa, dove una governante, la signora Munro, si prende cura di lui. Afflitto dagli acciacchi della vecchiaia e da impietosi vuoti di memoria, le sue giornate trascorrono per la maggior parte in compagnia del giovanissimo e brillante figlio della Munro, Roger, dedicandosi all’allevamento delle api o ai tentativi di ricordare i fatti che hanno caratterizzato il suo ultimo caso, al momento avvolto in un fitto manto di nebbia.
Mister Holmes lamenta che l’uomo di cui il dottor Watson ha narrato le gesta sia solo un personaggio di fantasia, che i casi di cui si è occupato siano stati trasformati da molteplici abbellimenti stilistici e che persino i protagonisti delle trasposizioni cinematografiche non abbiano niente a che fare con lui. In effetti questo Sherlock è quanto di più lontano dal personaggio di cui si legge nei romanzi di Sir Arthur Conan Doyle.
L’investigatore raccontato in “Uno studio in rosso” o “Il mastino dei Baskerville”, per quanto magnifico, ha ben poco di umano: la freddezza e il raziocinio sono i suoi tratti distintivi, talvolta risulta quasi arrogante e autocelebrativo, è caratterizzato da una perfezione e un’infallibilità che possono rasentare l’antipatia. Lo Sherlock Holmes interpretato da Ian McKellen, al contrario, è capace di dimostrare affetto, non ha paura di nascondere l’emotività e il rimpianto, si tormenta per la propria memoria fallace e si mostra in tutte le sue debolezze, riuscendo con fatica a non farsi sopraffare dal fardello dell’età, di ciò che era e non sarà più.
Liberamente tratto dal libro di Mitch Cullin “A Slight Trick of the Mind”, il film si snoda verso la distruzione del mito rappresentando il crudo ritratto di un uomo, un tempo geniale e imbattibile, il cui nemico principale adesso sembra essere solo la vecchiaia.
Sta a voi decidere quale, tra lo Sherlock quasi soprannaturale di Conan Doyle e l’anziano dalla forte tempra minacciata dal passare del tempo, sia il personaggio che preferite. Una cosa è certa: si tratta di due figure che non hanno niente in comune se non l’acume, nate da concezioni molto diverse dell’eroe.

Annalisa Sichi