È morto in una casa di riposo di Alzano, in provincia di Bergamo, l’ex parroco di Vaiano, Don Mario Donadoni. Aveva 76 anni e da tempo le sue condizioni di salute erano critiche, sofferente tra l’altro di Alzheimer e di Parkinsons. Le sua salute, pur delicata, appariva però stabile. Non si sa se il sacerdote, che non è stato sottoposto a tampone, sia peggiorato a causa del coronavirus.

L’annuncio della scomparsa di Don Mario Donadoni è stato dato pochi minuti fa dalla Diocesi di Prato, dove per anni aveva prestato servizio. Aveva lasciato Vaiano poco meno di 20 anni fa, dopo avere subito un episodio di stalkeraggio, come si direbbe oggi, e forti minacce da parte di una persona in difficili condizioni psichiche.

Alzano Lombardo, dove è morto, era il suo paese natale.

Don Mario Donadoni era stato ordinato a Prato dal vescovo Pietro Fiordelli nel 1971. La sua era una di quelle che al tempo venivano chiamate «vocazioni adulte» rispetto alla consuetudine di allora di entrare in Seminario in giovane età. Il primo impegno da neo sacerdote è quello di vice rettore in Seminario, poi è cappellano a Mezzana per un anno. L’incarico di parroco arriva poco dopo quando viene mandato a San Quirico di Vernio. Qui rimane tre anni e poi diventa proposto di San Salvatore a Vaiano, parrocchia che guida per una ventina d’anni dal 1979 al 2000. È stato insegnante di religione e assistente di Azione Cattolica.

Lasciata la Diocesi di Prato per motivi personali ha prestato servizio pastorale a Ivrea, poi per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute è stato ospitato in alcune Rsa, avvicinandosi progressivamente verso il suo paese d’origine. Fin da ultimo è stato assistito dai familiari, in particolare dal fratello Domenico.