Il 16 settembre 1498 muore il frate domenicano spagnolo Tomàs de Torquemada, celebre per essere stato il primo Grande Inquisitore a capo della famigerata Inquisizione spagnola.

Nato il 14 ottobre 1420 a Valladolid nel regno di Castiglia, Tomàs proveniva da una famiglia di conversos (ebrei convertiti al cattolicesimo). Lo zio, Juan de Torquemada, era un celebre teologo e cardinale la cui nonna era una conversa.

Isabella, regina di Castiglia prima e di tutta la Spagna poi, sostenne Torquemada nei suoi propositi anti-ereticali
Tomàs de Torquemada

Entrato nel convento domenicano di San Paolo ancora molto giovane, divenne uno zelante sostenitore dell’ortodossia religiosa e si guadagnò presto una reputazione di persona austera, istruita e devota. Tale reputazione portò alla sua promozione a priore del monastero di Santa Cruz a Segovia, dove incontrò la giovane regina Isabella di Castiglia. I due instaurarono un rapporto di amicizia basato sulle comuni opinioni ideologiche e religiose. Tomàs divenne il confessore e consigliere personale di Isabella e il suo sostenitore più fedele. Presente all’incoronazione di Isabella a regina nel 1474, fu Tomàs a spingerla verso il matrimonio con Fernando di Aragona, così da consolidare la posizione della sovrana. Tomàs in seguito divenne confessore personale anche di Fernando ed ebbe così il sostegno di entrambi i sovrani per seguire il suo desiderio: eliminare l’eresia in Spagna.

Stemma dell’Inquisizione spagnola. Intorno le parole, scritte in latino e tratte da Salmi 73 dicono: Sorgi oh Signore e giudica la tua causa

Nel 1478 i sovrani Isabella e Fernando inviarono al papa Sisto IV una formale richiesta di istituire una Inquisizione controllata dalla monarchia in Spagna. Sisto IV, le cui vedute in materia inquisitoriale erano ben più moderate, tentò di opporsi, ma infine, quando i sovrani minacciarono di ritirare il sostegno militare alla lotta contro i turchi ottomani, il papa cedette. Nel 1481 si tenne il primo rogo pubblico in cui furono arse vive sei persone, e l’attività della nuova inquisizione crebbe rapidamente. Nel 1482 Torquemada divenne Grande Inquistore e potè quindi modellare l’organizzazione a suo piacimento. Torquemada istituì tribunali in molte città della Spagna, tra cui Siviglia, Cordoba, Toledo e Valladolid. Il numero di potenziali vittime crebbe notevolmente quando nel 1492 con la fine della Reconquista fu attuato il Decreto di Alhambra, il quale obbligava ogni ebreo residente in Spagna a convertirsi oppure ad andarsene, pena la morte. Oltre 2.000 persone furono uccise dall’Inquisizione tra il 1480 e il 1530, la stragrande maggioranza delle vittime furono ebrei convertiti.

Nei suoi ultimi anni, la salute in declino di Torquemada, insieme a numerose petizioni, portò papa Alsessandro VI a nominare quattro assistenti inquisitori nel 1494 per moderare l’Inquisizione in Spagna. Sebbene il suo zelo fosse immutato, Torquemada si ritirò infine nel monastero di San Tommaso d’Aquino ad Avila. Nel 1498, ancora in carica, tenne l’ultima grande assemblea generale dell’organizzazione. Così, dopo quindici anni passati come Grande Inquisitore a capo della neonata Inquisizione spagnola, Tomàs de Torquemada morì il 16 settembre 1498 e venne sepolto nel monastero stesso. La sua tomba fu saccheggiata nel 1832, due anni dopo l’Inquisizione spagnola fu sciolta definitivamente. Le ossa di Torquemada furono rubate e bruciate ritualmente in stile auto-da-fè, come venivano appunto bruciate le persone che egli condannava a morte.