C’è chi viene accolto nella vita con festeggiamenti e chi, come lui, ci si trova catapultato.

Nel darlo alla luce (o poco prima, anche se sarebbe da escludere, subito dopo è più ragionevole), la mamma morì. Per malattia, per complicazioni, per parto assassino, nessuno indagò.

Non fu quindi per cattiveria se non gli passò informazioni necessarie o utili alla sua nuova situazione, cioè per sopravvivere. Per fortuna la memoria genetica, l’istinto, le abitudini della specie, il caso, si allearono per confezionare una madre supplente che colmò il grosso delle lacune.

Aprì gli occhi, non vide nulla, li richiuse, li riaprì, vide confuso, li richiuse per stanchezza, li riaprì per curiosità, vide il mondo. Un pezzettino di mondo, non sapeva che era solo un pezzettino. Pensò, pensiamo noi, che fosse il mondo. Colorato, interessante e intrigante.

Per un mondo così valeva la pena darsi una mossa, osservare, sperimentare: e infatti si mosse, dapprima lentamente poi 

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Ivana Manferdelli