TuttoèVita: sull’Appennino nasce il villaggio per prepararsi alla morte

Premio letterario Raccontami una storia

Un piccolo villggio dove i malati terminali potranno trascorrere le ultime fasi della loro vita. Sta sorgendo sull’Appennino pratese, a Mezzana, nel comune di Cantagallo. Il vecchio nucleo di case abbandonato negli anni Settanta torna a vivere in maniera speciale, adesso, attraverso l’opera della comunità dei Ricostruttori nella preghiera che lo sta trasformando nel Borgo TuttoèVita. Sarà un villaggio sostenibile dove vivranno un gruppo famiglie e dove verrà realizzato l’hospice che accoglierà chi si avvicina alla morte e i suoi familiari.
A TuttoèVita potranno trascorrere le ultime fasi della loro esistenza terrena malati inguaribili e le loro famiglie con un accompagnamento sanitario ma anche spirituale all’insegna del dialogo aperto a tutte le religioni. E in questo contesto è certamente un gesto significativo quello compiuto dall’Unione buddhista italiana che, nei giorni scorsi, ha deciso di contribuire con 141 mila euro (fondi dell’8 per mille) per sostenere la realizzazione dell’hospice, mentre il presidente dell’Unione è stato anche in visita al borgo.

«È un luogo questo dove si possono realizzare i sogni di tutti. Assistiamo a un abbassamento di ideali dal punto di vista sociale, l’accoglienza, la comunione vacillano – ha detto padre Guidalberto Bormolini dei Ricostruttori nella preghiera – Al borgo TuttoéVita facciamo vedere che è possibile. Sarà un borgo ecosostenibile, che farà rinascere il tessuto sociale in una valle abbandonata, in grado di accogliere. A questo proposito avrà una grande realizzazione in ambito sanitario per i più vulnerabili, gli anziani, i malati, chi ha la terminalità e quindi non è più parte di un ingranaggio produttivo. Realizzeremo una struttura, la prima in Europa, che ha requisiti profondi per chi è minato da una malattia grave, che offrirà un forte supporto esistenziale e spirituale grazie anche alla meditazione non confessionale come via verso la spiritualità. Lo spazio dello spirito non ha confini e l’immersio ne nella natura è terapeutico. Questa sarà la prima struttura di cura nel bosco che cura grazie all’immersione nel verde, che sappiamo avere grande valenza terapeutica. L’essere umano ha una ferita originaria, una ferita di senso, per cui tutti abbiamo bisogno di cura. In una società ipertecnicizzata che ha un bisogno immenso di spiritualità, la cura è quanto mai un bisogno urgente e nella comunità, si ottiene la risposta più alta».

«L’innovazione si può interpretare anche in modo collettivo – ha detto l’assessore alla presidenza della Regione Toscana, Vittorio Bugli – Questo è il carattere distintivo e fondamentale del progetto del borgo TuttoéVita, che nasce dalla volontà di recuperare uno dei tanti luoghi rimasti abbandonati, fronte sul quale la Regione Toscana peraltro già è molto impegnata. Un progetto che punta su una modalità di innovazione sociale che riparte dalle comunità e anzi, rivitalizza le comunità che ci sono sul territorio col l’aiuto di altre che arrivano. Un progetto che ha dalla sua anche un’alta valenza ambientale e il valore aggiunto della spiritualità, un progetto che la Regione vuole seguire dandogli anche una mano, e che vuole capire di più perché può essere esempio e modello per altri interventi simili in Toscana, dove diversi sono i borghi abbandonati, può essere dunque la base dalla quale partire per una rete futura».
«Oggi è una bella giornata perché siamo arrivati a un punto importante, un altro punto di partenza. Dopo aver concepito questo progetto oggi siamo a definire un dettaglio più preciso, quindi si recupera un borgo e gli si danno tante funzioni. La prima e la più importante è l’hospice, fino al recupero vero del borgo, il recupero di una storia, di un’architettura, di un luogo particolare che è anche un sito di interesse comunitario come la Calvana», ha aggiunto aggiunto la consigliera regionale Ilaria Bugetti.
«Inizia a prendere forma un progetto a cui stiamo lavorando da tempo – ha detto il sindaco di Cantagallo Guglielmo Bongiorno – Grazie all’impegno di tutti, dagli uffici comunali di Cantagallo all’amministrazione regionale della Toscana, ma soprattutto alla passione e alla dedizione di Guidalberto Bormolini e dei suoi volontari, il nostro Borgo di Mezzana rinascerà ad una nuova vita secondo i valori della sostenibilità ambientale e sociale e secondo la vocazione all’accoglienza ed all’integrazione. È un privilegio veder nascere a Cantagallo questo villaggio ecosostenibile per chi è alla ricerca di una vita di condivisione e spiritualità basata su un rapporto diretto con la natura e che offre risposte alternative in ambito sociosanitario, culturale, ecologico e d’integrazione attraverso il dialogo interculturale e interreligioso. È straordinario pensare che il nostro piccolo comune rappresenti il pun to di partenza per l’elaborazione di un nuovo concetto di comunità, e nello stesso tempo un traguardo da raggiungere per una nuova idea di umanesimo».

Il borgo TuttoèVita

Il progetto dei Ricostruttori e di TuttoèVita onlus nasce, all’insegna della eco sostenibilità, con la collaborazione della Regione Toscana e del Comune di Cantagallo. Borgo TuttoèVita sarà un villaggio sostenibile abitato da famiglie con bambini e da una piccola comunità di monaci che vivranno una vita di condivisione e spiritualità.
Verrà realizzata una casa per accompagnare e un hospice in cui verranno ospitati malati affetti da patologie dichiarate inguaribili e le loro famiglie, che potranno ricevere un accompagnamento sanitario e spirituale (non confessionale). Nell’intervento di recupero è prevista la riqualificazione dei terreni del Borgo attraverso progetti di agricoltura biologica e il reinserimento specie vegetali locali. Saranno promosse attività di formazione nazionale ed internazionale, oltre ad iniziative di dialogo interculturale e interreligioso rivolte alle comunità locali ed a quanti frequentano il borgo. Il progetto sarà supervisionato da un comitato tecnico scientifico costituito da personalità e ricercatori illustri del mondo delle cure palliative e della tanatologia ed è sostenuto fin dalle sue origini dal Master Death Studies & End of Life dell’Università di Padova.

Quello del borgo è un progetto a partecipazione diffusa: tutti possono dare una mano a realizzarlo. Da oggi, 1 luglio, e per tutta l’estate è attiva una campagna di lavoro per volontari. Chi non può impegnarsi fisicamente può contribuire anche con piccoli gesti, finanziando con contributo deducibile, la posa di un mattone, oppure di una pietra, di una trave portante, di un comignolo di una finestra o di una porta.